Dipendente Esselunga tamponato e offeso da un pirata della strada
Lido di camaiore
È stato tamponato a una rotonda mentre stava andando alle Poste, prima di essere offeso in tutti i modi da un automobilista che si è subito dato alla fuga: «Vai a fan***o, non capisci un c***o», gli ha detto livido dalla rabbia prima di scappare. Brutta disavventura per il trentaquattrenne livornese Paolo Candela, molto conosciuto sia a Livorno che a Lido, dove è responsabile del reparto macelleria del supermercato Esselunga: «Ho frenato all’improvviso perché una Multipla mi ha tagliato la strada – racconta – poi ho sentito questa forte botta. Ho accusato un malore, è dovuta arrivare un’ambulanza e il conducente di questa macchina, forse una Ford blu non nuovissima, mi ha insultato. Qualche anziano ha assistito alla scena e forse ha anche annotato il numero di targa, ma nessuno vuole testimoniare e in pochi mi hanno aiutato, nonostante mi vedessero in grosse difficoltà».
Il fatto è accaduto alle 8.30 di mercoledì scorso in una rotatoria non lontano dall’uscita della Variante Aurelia di Livorno sud. Candela stava andando con la sua Renault Mégane alle Poste, nel quartiere di Salviano, ma non c’è mai arrivato perché un’ambulanza lo ha poi trasportato al pronto soccorso, dove è rimasto fino alle 19.30 del pomeriggio per poi essere dimesso con sette giorni di prognosi. «Ho ancora dolore alla schiena – prosegue – e dal referto ospedaliero ho avuto diversi giorni perché appunto mi ero sentito male, i medici hanno voluto vederci chiaro, facendomi gli esami, anche quelli del sangue, che hanno richiesto qualche ora in più. Purtroppo l’auto dovrà restare ferma per almeno una settimana, credo che si siano rotti anche i sensori. È nuova, mi ha colpito forte dietro e secondo me questa è omissione di soccorso perché io sono stato male. Devo ringraziare dei ragazzi che si sono sincerati delle mie condizioni facendo segno all’ambulanza di fermarsi, perché non riusciva a trovarmi. Sono stati gli unici che mi hanno aiutato, per il resto ho trovato tanta indifferenza. Non so come si chiamino, ma voglio ringraziarli attraverso il Tirreno». —
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