Commercio
Piccoli pacchi, perché dal 1° luglio in Italia si rischia il doppio rincaro
Lo spettro di questa doppia imposizione ha messo in allarme il settore nazionale della logistica
Dal primo luglio fare acquisti online da Paesi al di fuori dell’Unione Europea diventerà più costoso. Decadrà infatti l’esenzione doganale per le merci di valore inferiore ai 150 euro, sui quali inizierà a pesare un nuovo dazio europeo fisso di 3 euro.
Ma per i consumatori e gli operatori italiani il rincaro rischia di essere doppio: in concomitanza con la tariffa Ue, terminerà anche la sospensione di una tassa nazionale di 2 euro introdotta con l’ultima Legge di Bilancio. Questa imposta italiana aggiuntiva, concepita per coprire le spese di gestione doganale (la cosiddetta handling fee), anticiperà di fatto una misura europea del tutto simile che, però, non entrerà in vigore prima di novembre.
Lo spettro di questa doppia imposizione ha messo in allarme il settore nazionale della logistica. Confetra, l’associazione di categoria dei trasporti, ha inviato una lettera urgente al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, chiedendo l’immediata cancellazione della gabella italiana per proteggere l’intero comparto.
Stando ai calcoli dell’associazione, infatti, questo balzello da 2 euro si tradurrebbe in un boomerang economico: dimezzerebbe il traffico delle merci e priverebbe le casse dello Stato di circa 25 milioni di euro. Al momento, il Ministero dell’Economia sta valutando il dossier.
Poiché la tassa colpisce i singoli piccoli pacchi – che viaggiano a migliaia all’interno di un solo aereo o tir – per gli operatori logistici diventerebbe molto più economico far atterrare le merci in un altro Paese europeo per poi farle entrare in Italia su gomma, aggirando del tutto l’imposta nazionale.
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