Paci: «Solo Torre del Lago esprime la voglia di cambiare»
La candidata di liste civiche e partiti si ferma sotto il 32 per cento «Evidentemente le altre zone della città stanno bene come stanno»
viareggio
Il risultato delle elezioni regionali, con la Versilia tutta al centrodestra, lunedì notte aveva fatto ben sperare la coalizione di Barbara Paci, gallerista, esperta di arte ed insegnante, sostenuta da una coalizione di liste civiche e dai partiti del centrodestra (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia). Fin dal primissimo spoglio, ieri mattina, è stato chiaro che la speranza coltivata nella notte sarebbe sfumata, Torre del Lago a parte, nettamente schierata con Paci. La cui coalizione ha chiuso, ieri sera a scrutinio terminato, a 31,81%.
E con un elemento che saltato subito agli occhi: nei quartieri in cui la candidata alle regionali per il centrodestra ha vinto a Viareggio, alle comunali gli stessi elettori hanno poi votato la coalizione del sindaco uscente, e riconfermato, Giorgio Del Ghingaro. Coalizione che vedeva in corsa anche ex esponenti di Forza Italia e dell’ex Partito delle libertà al governo con l’amministrazione Lunardini.
Se le domandano che tipo di amministrazione è, secondo lei, quella che si insedierà al governo della città per i prossimi cinque anni, cosa risponde?
«Sicuramente non è un’amministrazione di centrosinistra quella che andrà ad insediarsi, alla luce della lettura delle dinamiche di voto. Ancora una volta i viareggini dovrebbero andare in profondità delle cose».
Tornando al voto nei quartieri, come si spiega il voto del Varignano, per esempio, che ha scelto di stare con il sindaco uscente in maniera massiccia?
«La riflessione che faccio, nel confronto con gli altri che hanno partecipato alla mia corsa, è che abbiamo concentrato la nostra intenzione, durante la campagna elettorale, proprio sulle periferie che vivono in un abbandono oggettivo, che è sotto gli occhi di tutti, e nel degrado. Torre del Lago è stata l’unica zona di Viareggio che ha dimostrato davvero di avere voglia di cambiamento».
Che conclusione trae da questa analisi?
«Le altre zone di Viareggio, evidentemente viste le scelte nell’urna, stanno bene così. Colgo poca ambizione da parte della città nel pensare che le cose si possano fare in un altro modo. Un modo, lo voglio sottolineare, che sia finalizzato all’ottenimento -per Viareggio tutta - di una qualità della vita diversa da quella attuale».
La vedremo seduta in consiglio comunale?
«Certamente. Per continuare a vigilare, che è al momento la cosa che mi interessa di più. In particolare sui progetti, sia pubblici che privati, che ho ritenuto fondamentali in campagna elettorale e che volevo realizzare».
In consiglio all’opposizione?
«All’opposizione, di sicuro. Per il rispetto che devo a quel terzo di viareggini che mi hanno votata». —
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