Il Tirreno

Versilia

Dalla Russia con lusso

Lara Loreti

Affittano o comprano ville da favola e svuotano le boutique: Forte dei Marmi impazzisce per il turismo che viene dall'Est

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FORTE DEI MARMI. «Cerco una pelliccia, vera e lunga fino ai piedi, per la mia bambina; ce l’ha?». Di richieste strambe come questa da parte dei turisti russi i commercianti di Forte dei Marmi ne hanno sentite tante. C’è chi li chiama i nuovi ricchi, chi li disprezza perché non hanno sangue blu, chi li invidia e chi si ingegna per poter intrattenere affari con loro. I russi hanno conquistato (soprattutto nelle tasche) il Forte. Una città impazzita per i nuovi turisti che fanno girare la testa e le casse di commercianti, ristoratori, balneari, agenti immobiliari e così via. Ne hanno stravolto l’economia estiva e non solo, suscitando gradimenti ma anche il disappunto della “vecchia guardia”, di tutti coloro cioè che restano legati affettivamente e culturalmente ai villeggianti storici, milanesi, torinesi e così via. Persino l’amministrazione comunale, dopo aver negato il consenso, alla fine ha “ceduto” alle logiche del turismo del Volga, dando il via libera a una sfilata di moda in piazza con traduzione simultanea in russo, pensata ad hoc per i danarosi ospiti.

Le ville. L’ultima, al confine nord della città, è stata venduta nei giorni scorsi a due noti cantanti lirici russi. Quello delle case, da vendere e affittare, è il business più ricco e più appetibile della città. Un mercato in fermento, con costi che oscillano tra i 5 e i 12 milioni di euro per le vendite. Gli acquirenti sono imprenditori russi attivi nei settori immobiliare, finanziario, del commercio alimentare e così via. Che incontrano architetti, costruttori, geometri ingegneri fortemarmini: pool di esperti che si rimboccano le maniche a caccia di vecchi immobili da ristrutturare e di terreni dove erigere super ville in cui la parola d’ordine è una sola: lusso. Case enormi, che arrivano ai 500 metri quadri interni e almeno il doppio di giardino nel cuore dell’irresistibile Roma Imperiale, quartiere vip di Forte. Immobili in cui la sfida è vincere la corsa sfrenata agli accessori più esclusivi. Bagni, almeno quattro per villa, che sembrano salotti, con minipiscine, pareti in marmo bianco e colorato e specchi di cristallo; ingressi immensi con colonne e capitelli; piscine termiche con mosaici vetrosi in stile Bisazza, e copertura spesso in vetro, da stendere di notte per mantenere l’effetto acqua. Per non parlare dei giardini in cui trovano spazio laghetti, fontane e giochi d’acqua. Discorso analogo per gli affitti: canoni stellari, si parla di cifre che sfiorano i 100mila euro a stagione, per ville che, tuttavia, come testimoniato da una ricca russa in vacanza a Forte, non sempre valgono la spesa in quanto vetuste e spesso cadenti. E se fino a qualche tempo fa i russi erano solo acquirenti, ora iniziano anche a investire a Forte e a fare affari con gli imprenditori locali.

La privacy. E’ la caratteristica più evidente dei facoltosi russi. Girano, spendono, contrattano, investono: tutto nella riservatezza più assoluta. Tutto senza apparire pubblicamente.

Lo shopping. C’è chi, come Luca Lanza della catena di negozi Luca del Forte, ha ricavato nel suo negozio una sorta di “Russian room” per poter servire con più tranquillità i ricchi clienti degli Urali. Se il made in Italy ha fatto perdere la testa ai turisti russi, questi ultimi hanno sedotto a suon di bigliettoni i negozianti. Ad ammaliare i russi è la qualità dei manufatti italiani, unici nel design, esclusivi nei tessuti: dai vestiti alle scarpe, dalle borse ai gioielli. «I russi adorano i prodotti artigianali - dice un commerciante - e sono ansiosi di fare acquisti in Italia anche perché qui, paradossalmente, spendono meno che in Russia. E a noi, per dirla tutta, fa solo piacere. Se non ci fossero loro...». E accade molto spesso che i clienti russi “sequestrino” negozianti e commessi per ore, facendo anche chiudere il negozio per poter far shopping più tranquillamente. A conquistare i russi non è solo lo shopping: è tutto l’italian style. A partire dalla musica - a Mosca vanno forti Eros Ramazzotti e Al Bano - passando per il calcio per arrivare alla cucina.

Nei ristoranti. Aragoste e champagne a volontà. Sulle tavole, di solito formate da 8-10 russi, dei ristoranti più chic della Versilia, e di Forte in particolare, scorrono fiumi di champagne. Dalle classiche bottiglie alle magnum (il doppio) fino alle matusalem (il quadruplo): ristoratori raccontano che molto spesso i clienti partono con almeno due-tre bottiglie come aperitivo per poi pasteggiare con l’adorata vodka. Segno che i turisti sono pronti a sposare le tradizioni nostrane, ma senza giustamente rinunciare alle loro.

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