EY-Parthenon, in 1° sem. 2026 accelera mercato investimenti
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Roma, 27 lug. (Adnkronos/Labitalia) - Il settore degli investimenti mostra segnali di forte dinamismo in Italia nei primi sei mesi dell’anno con una crescita delle operazioni di M&a, private equity, venture capital e degli investimenti in infrastrutture digitali. È quanto emerge dall’EY-Parthenon Bulletin, secondo cui la vera sfida per il Paese sarà trasformare questa fase di espansione in una crescita economica strutturale, intervenendo su nodi cruciali come produttività, competenze, costo dell’energia e nuove tecnologie. Secondo le stime del report, l’economia italiana dovrebbe registrare una crescita del Pil dello 0,6% nel 2026, sostenuta soprattutto da consumi e investimenti, in un contesto internazionale ancora caratterizzato da incertezza geopolitica e tensioni commerciali. Parallelamente, emerge un clima di fiducia nel mondo imprenditoriale: il 74% dei ceo italiani prevede di realizzare operazioni di M&a nei prossimi mesi, una quota superiore alla media europea e globale, mentre il 68% intende incrementare gli investimenti in intelligenza artificiale, considerandola un fattore strutturale di competitività. Secondo Marco Daviddi, managing partner Ey-Parthenon in Italia: “Tra il 2020 e il 2025 l’economia italiana -sottolinea- ha mostrato una capacità di recupero superiore a quella spesso rappresentata nel dibattito pubblico: il Pil nominale è cresciuto del 36%, superando Germania e Francia, mentre il Pil reale pro capite ha registrato, secondo le nostre stime, un incremento compreso tra il 10% e l’11%, collocando l’Italia ai vertici della crescita cumulata tra i principali Paesi europei. Oggi non osserviamo segnali di recessione, ma una crescita positiva, seppur contenuta, che riflette un percorso di trasformazione ancora troppo lento. In questo quadro, i 700 deal di M&a annunciati nel primo semestre del 2026 (+18%) e la propensione agli investimenti espressa dal 74% dei ceo italiani confermano la volontà delle imprese di accelerare i processi di crescita e consolidamento. Il punto centrale non è quindi una fragilità congiunturale, quanto piuttosto la difficoltà di tradurre i fattori di tenuta in una traiettoria di sviluppo più robusta e persistente. La competitività delle imprese italiane è reale, così come la capacità di adattamento agli shock, ma operano all’interno di un sistema che continua ad essere frenato da vincoli strutturali: demografia, energia, salari e adozione delle tecnologie. La vera sfida oggi non è comprendere se il Paese sia sufficientemente solido, ma se sarà in grado di aumentare la velocità con cui affronta il cambiamento", continua ancora. Nel dettaglio, nei primi sei mesi del 2026 sono state annunciate 700 operazioni di M&a, +18% rispetto alle 595 dello stesso periodo del 2025, per un controvalore complessivo di 25,3 miliardi di euro (+35%). A trainare il mercato, sono soprattutto l’industria manifatturiera, la tecnologia, i beni di consumo e i servizi. A livello mondiale il valore delle operazioni ha raggiunto 3.000 miliardi di dollari, il valore più elevato mai registrato in soli 6 mesi con una crescita del 42% rispetto al primo semestre del 2025. Continua anche il rafforzamento del Private equity i cui fondi hanno partecipato a 330 operazioni su target italiane per un valore complessivo di 7,9 miliardi di euro, rappresentando il 47% degli acquirenti presenti sul mercato. Oltre la metà delle transazioni (56%) riguarda operazioni add-on, segnale di una strategia sempre più orientata al consolidamento industriale delle società già in portafoglio. Segnali di maturazione giungono anche dal venture capital con investimenti saliti a 673 milioni di euro (+47%), mentre il numero di operazioni si è ridotto da 132 a 104, una dinamica che riflette una maggiore selettività del mercato e un aumento della dimensione media dei round, passata da circa 3,5 a 6,5 milioni di euro. Nel Real estate gli investimenti hanno raggiunto 7,2 miliardi di euro (+24%) con gli asset alternativi, tra cui logistica, hospitality, infrastrutture operative, che rappresentano circa il 60% del mercato complessivo. Tra i comparti più strategici figurano, infine, i data center, considerati cruciali per lo sviluppo dell’Ia e del cloud. In Italia sono in via di sviluppo progetti per oltre 300 MW di capacità installata e investimenti stimati di 25 miliardi di euro entro il 2028. Per Marco Daviddi, managing partner EY-Parthenon in Italia: “Il ruolo del capitale si sta ridefinendo in chiave sempre più selettiva e trasformativa. La sfida dei prossimi anni sarà rendere il Paese meno dipendente da fattori ciclici e più sostenuto da condizioni strutturali favorevoli all’attrazione dei talenti e alla crescita delle imprese, come condizione per poter garantire equità e sviluppo. Le sfide demografiche, energetiche, di trasformazione digitale e tecnologica che il Paese deve affrontare sono note da tempo. Ciò che farà la differenza sarà la capacità di affrontarle con un senso di urgenza che finora è spesso mancato. Perché il rischio principale per l’Italia non è una crisi economica. È l’illusione che il tempo giochi ancora a nostro favore", conclude. Clicca qui per il report completo.
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