Economia
**Pd: riformisti avvertono Schlein, Picierno 'partito è ancora casa democratici?'**
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Roma, 6 feb. (Adnkronos) - Una fuoco di fila di interventi. La minoranza chiedeva da tempo una riunione della Direzione e stavolta non vanno in scena compromessi. Gli esponenti riformisti intervengono tutti, subito dopo la relazione di Elly Schlein. "Rispetto per tutti, ma è sbagliato dare l'idea che nel Pd ci siano linee diverse. Non ci sono due, tre linee: la linea del Pd è una", ha detto in chiusura la segretaria. Un detonatore. "Un gruppo dirigente eletto ha certamente il diritto di mettere in campo la linea politica su cui ha vinto il congresso, ma non ha il diritto di cambiare la natura di un partito. Ed è quello che sta succedendo", attacca Pina Picierno. "Il Pd non è nato come un partito di sinistra identitario, non è nato così. E' nato come un partito riformista di centro-sinistra. Il Pd è ancora casa per i democratici, per i liberali? E cioè per me e per quelli che la pensano come me? Io continuo a sperare di sì", incalza la vicepresidente del Parlamento Ue. E avverte. "Facciamo attenzione perché sui territori c'è già una lenta ma progressiva tendenza di dirigenti che stanno lasciando il Pd, tanti fondatori non si riconoscono più, non riconoscono più il Pd. Penso alle parole di Prodi, penso a quelle di Veltroni, e potrei continuare perché la lista è lunga". Si contesta a Schlein lo 'spostamento' a sinistra del Pd. Si contesta la mancanza di pluralismo e di luoghi di confronto. Si contestano alcune uscite, da ultimo l'accostamento a Casapound di chi vota Sì al referendum. Dice Giorgio Gori: "Trovo inaccettabile che si faccia passare da traditore, colluso col nemico, chi invece - del nostro campo o partito - voterà Sì. E invece siamo ancora a 'chi mina l'unità del partito aiuta la destra'. Peggio: siamo arrivati ad accusare chi vota Sì di accompagnarsi con i fascisti, di essere cioè nemico della Costituzione, al pari dei fascisti". E poi Sandra Zampa: "Il Pd non può equiparare a Casapound chi vota sì al referendum sulla riforma della giustizia e non può tollerare che si dia del 'maiale' a chi è sionista". Gori richiama il Pd a una maggiore credibilità: "Per essere credibili come forza di governo bisogna assumere la realtà come base dell'azione politica" e non prospettare "promesse irrealizzabili". E Picierno invita a radicalizzare: "Continuo a pensare che l'alternativa non nasce da una polarizzazione permanente. Questo vale per il referendum e per il clima politico generale. Tutti noi non vediamo l'ora di mandare a casa questa destra terribile, ma evitiamo di assumere lo stile politico e comunicativo di FdI". Poi lancia un attacco diretto a Schlein: "Da mesi diciamo che serve un nuovo internazionalismo progressista, democratico, che non possiamo vivere il paradosso che siano i sovranisti a costruire il giusto e vero e necessario. Ma come lo costruiamo se in 4 anni di invasione russa non si è mai andati a Kiev che è la frontiera, è il simbolo, l'idea della difesa della democrazia nazionale? Perché non basta dirsi europeisti, non basta dirsi le cose, le cose bisogna farle". Lorenzo Guerini insiste sulla necessità di confronto dentro il Pd. Ci sono temi di cui bisogna discutere. Come la difesa. "Vogliamo su questi temi assumerci una responsabilità o lisciamo il pelo all'opinione pubblica? Vogliamo provare a fare una discussione seria? Perché questo serve poi ad andare con un impianto vero alla discussione con i nostri alleati". Poi sottolinea: "Io sono rispettoso dei tempi di tutti, però ragazzi non è che possiamo farci menare per il naso da Conte che non vuole mai una discussione e un tavolo in cui ci confrontiamo sul programma. Se ci porta a ridosso delle elezioni, attenzione, rischiamo di dover compromettere le ragioni programmatiche, politiche alle esigenze di un'alleanza. E io questo credo sia un errore e un rischio che non possiamo correre", avverte Guerini. Piero Fassino richiama Schlein: "La linea di un partito è frutto di una sintesi, non una giustapposizione di piattaforme incomunicabili fra loro", serve "un percorso di costruzione e sintesi che consenta a tutti di ritrovarsi. Altrimenti c’è un problema: chi la pensa diversamente, si sente estraneo al partito". Ed ancora Simona Malpezzi: "Nella discussione c'è la possibilità di far funzionare meglio il nostro partito, quindi mi aspetto che le Direzioni siano sempre convocate con la puntualità richiesta dal nostro Statuto".