Il Tirreno

**Rai: Sylos Labini (Città Identitarie), 'ennesimo attacco a chi racconta l'Italia'**

08 luglio 2024
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Roma, 8 lug. (Adnkronos) - "Non mi stupisce, è l'ennesimo attacco a un mondo culturale che noi da anni creiamo. Noi raccontiamo l'italianità: loro vogliono raccontare ciò che succede all'estero, a noi interessa più l'Italia". Edoardo Sylos Labini risponde così all'Adnkronos in merito alle polemiche sullo spazio dedicato da Rai News 24 al Festival Città Identitarie da lui diretto, che hanno determinato un duro comunicato da parte del sindacato Rai, l'Usigrai. "C'è qualcuno che crede che la cultura e il racconto del Paese siano appannaggio di pochi: non è così -scandisce Sylos Labini- Noi coi festival raccontiamo i grandi personaggi della storia italiana. Lo facciamo da anni, e non accettiamo lezioni da nessuno". Sugli attacchi a RaiNews24, l'attore, conduttore risponde secco: "L’ennesimo pretestuoso attacco al direttore di Rai News 24 Paolo Petrecca, è il solito, trito ritrito metodo di scontro politico da parte di Cdr e Usigrai che a quanto pare, invece di amare e sostenere la Rai, la propria azienda, cercano sterili polemiche per metterla in difficoltà", spiega. "Mi risulta che Rai News 24 abbia ampiamente coperto il risultato delle elezioni francesi durante tutta la serata di ieri -prosegue l'attore e conduttore- quindi non ci vedo nulla di strano se è stato dato spazio anche al Festival delle Città Identitarie a Pomezia, con il quale c'è un accordo di media partnership". Ieri sera "si omaggiava un grande del cinema mondiale, a 35 anni dalla sua scomparsa, Sergio Leone. Noi raccontiamo da sempre i simboli culturali italiani: nei giorni del Festival abbiamo avuto ospiti da Gianmarco Tognazzi a Carlo Verdone e suo fratello Luca e tanti artisti amati dal pubblico come Gabriele Cirilli, la cantante Alma Manera, Federico Palmaroli -prosegue il direttore di 'Città Identitarie'- Abbiamo raccontato i luoghi dove Enea sbarcò per fondare l’antica Lavinium, la culla di Roma. Ma forse quelli che attaccano il direttore Petrecca vorrebbero che la capitale d’Italia fosse Parigi!!". Forse, conclude Sylos Labini, "si dovrebbe amare di più l’Italia, soprattutto quando si cerca di mettere in luce i grandi temi culturali di questo Paese, e mettere da parte questo livore politico che oramai ha toccato livelli da psicosi".
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