Il Tirreno

25 aprile: Boccia a Meloni, 'è festa Liberazione non libertà'

25 aprile 2024
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Roma, 25 apr. (Adnkronos) - "La Festa del 25 aprile è anche l’anniversario della Resistenza ed è dedicata al valore dei partigiani di ogni fronte che, a partire dal 1943, contribuirono alla liberazione del Paese. Anche per questo la premier Meloni e tutto il suo partito non riesce a chiamarla con il suo nome: festa della Liberazione! Presidente Meloni questa non è una festa di partito come la chiama lei, definendola festa della libertà. Questa è la festa della Liberazione che ha dato all’Italia questa bella Costituzione antifascista che gli italiani non vi permetteranno di cambiare”. Lo ha affermato il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, partecipando al corteo Anpi di Roma. "Se oggi siamo qui e viviamo in un Paese libero e democratico -ha detto ancora- è grazie a chi ha sacrificato la propria vita per lasciarci un Paese libero dal nazifascismo. La piazza di oggi è dell’Italia unita antifascista. La Festa della 25 aprile è sempre un esercizio importante per la memoria della Resistenza, soprattutto per raccontare a chi nasce oggi da dove veniamo. I valori incarnati dalla Liberazione, e non della libertà come continua ostinantamente a dire la destra italiana, sono alla base dell’Italia di oggi. Questa piazza, partecipata anche da tanti giovani, non è solo per dire mai più al fascismo del ventennio ma a tutti i fascismi striscianti che si ripropongono nella società di oggi". "Fascismi che vengono già espressi da alcuni regimi nel mondo e sono cavalcati da leadership di destra celate da uno pseudo conservatorismo che alimenta sempre più lo scontro sociale. Le forme attuali di fascismo -ha concluso l'esponente Dem- sono l’intolleranza verso chi la pensa diversamente, il no ai diritti civili e umani, così come la cancellazione dei diritti sociali, il bavaglio alla stampa libera e per restare sui temi dei dibattiti attuali in Parlamento ne sono la dimostrazione l’intervento vergognoso sulla legge 194 e i tentativi di limitare le libertà delle donne di decidere sull'aborto e sul proprio corpo, l’insofferenza verso le forme di controllo del Parlamento sul Governo esplicitato da un Def per la prima volta senza numeri reali, fatto per nascondere la verità sulle loro intenzioni di politica economica sui tagli a sanità e scuola che per la destra vanno privatizzate".
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