Morbillo in Toscana, otto volte i casi del 2025: è allarme del Ministero per il boom. Cosa dice l’ultimo studio
La fascia di età maggiormente interessata dal virus è quella compresa tra i 15 e i 39 anni. La prima dose del vaccino supera il 95%, ma sulla seconda la copertura scende al 90,16%
Elevata contagiosità del virus e calo delle coperture vaccinali. Crescono i contagi di morbillo, anche in Toscana. È quanto emerge da un’analisi epidemiologica diffusa dal ministero della Salute. Lo stato dell’arte è nella fotografia scattata dalla circolare “Morbillo – analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative” firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute.
I casi nello studio
L’aumento dei casi «considerando i primi cinque mesi del 2025 rispetto al 2026, sulla base dei casi notificati al sistema Premal – il sistema informativo italiano per la sorveglianza, il monitoraggio e la segnalazione in tempo reale dei casi sospetti o confermati di malattie infettive e diffusive, ndr –, è particolarmente evidente soprattutto in Campania, Calabria, Lazio e Toscana». La tendenza è nei numeri: la Campania passa da 18 a 100 casi segnalati, la Calabria da 17 a 265, il Lazio da 47 a 54 casi e la Toscana registra 49 casi segnalati nel 2026, mentre nello stesso periodo del 2025 sono stati sei i casi di morbillo.
L’età
Allargando la prospettiva: nei primi cinque mesi di quest’anno in Italia sono stati confermati 472 casi di morbillo, con un aumento consistente rispetto al 2025 quando erano stati 322. Ma la situazione potrebbe aggravarsi se venissero confermati i casi classificati come “possibili e probabili”, che al momento risultano essere 609. La fascia di età maggiormente interessata è quella compresa tra 15 e 39 anni (345 casi), seguita dalla fascia 40-64 anni (124) e da quella 0-4 anni (98 casi). Tra l’altro, l’Italia è il Paese Ue con il maggior numero di casi: 630 registrati tra il primo luglio 2025 e il 30 giugno 2026 su 2.472 complessivi.
L’infettivologo Matteo Bassetti
I numeri «portano evidentemente l’attenzione su questa malattia che è tutt’altro che una malattia banale», avverte l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs San Martino a Genova. Solo in terra ligure si sono registrati 12 casi negli ultimi 20 giorni, con «quattro ricoverati qua al Policlinico San Martino per complicanze polmonari, neurologiche, epatiche». E sottolinea che «il morbillo è una malattia grave, una malattia gravissima. In generale in tutto il mondo – prosegue – sta circolando moltissimo. Perché? Perché le persone non si sono vaccinate. Ci sono quelli che sono nati negli anni ’80 e ’90 che non hanno fatto la vaccinazione, e purtroppo ci sono molti bambini che non hanno fatto la vaccinazione, nonostante sia obbligatoria. Tutto questo fa sì che il virus circoli, e circoli pesantemente».
L’indicazione della Società italiana di pediatria (Sip), dopo la circolare del ministero della Salute sull’andamento epidemiologico del morbillo e sulle misure necessarie per rafforzarne il controllo è netta. «Una persona con morbillo può contagiarne fino a 17. È proprio l’altissima contagiosità del virus a spiegare perché, contro il morbillo, coperture vaccinali semplicemente “alte” non siano sufficienti: occorre raggiungere e mantenere almeno il 95 per cento con due dosi in ogni singola coorte di nascita». A chiarire la prescrizione è il presidente Sip, Rino Agostiniani: «Il morbillo ci ricorda che la protezione vaccinale va guardata lungo tutto l’arco della vita. Avere buone coperture nei bambini di oggi non basta se restano gruppi di adolescenti e adulti non protetti. È necessario recuperare chi non è mai stato vaccinato o non ha completato il ciclo, perché sono proprio queste sacche di suscettibilità che consentono al virus di continuare a circolare».
In Toscana
Il punto debole, anche in Toscana, è il completamento del ciclo. La copertura vaccinale contro il morbillo, prima dose Morbillo-parotite-rosolia (Mpr) a 24 mesi d’età, si attesta al 97,23%, superando la soglia minima del 95% raccomandata dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. Ed è una copertura pressoché omogenea sul territorio regionale: nell’Azienda Usl Centro ci si attesta al 97,70%, nella Asl Nordovest al 97,17% e nell’Azienda sanitaria Sudest al 96,35%. Invece, la copertura con la seconda dose, prevista dal calendario vaccinale a 5-6 anni, si ferma al 90,16% rispetto all’obiettivo raccomandato del 95%. La media nazionale è ancora più bassa: 84,45% e nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge il target.
L’infettivologo Massimo Andreoni, professore emerito dell’Università di Roma Tor Vergata, membro del Consiglio superiore di sanità, è chiarissimo: «Il morbillo sta tornando a rappresentare un problema di sanità pubblica. Questo andamento ci allontana dall’obiettivo indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità, che punta all’eliminazione della malattia entro il 2030».
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