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Livorno, la verità a 9 anni dall’alluvione: cosa è stato fatto davvero? I lavori, i ritardi, i soldi spesi e tutti i dettagli

di Claudia Guarino

	Una veduta aerea del Rio Maggiore già stombato nella zona dello stadio (Credit: Pietro Manca)
Una veduta aerea del Rio Maggiore già stombato nella zona dello stadio (Credit: Pietro Manca)

Parla l’ingegnere Enzo Di Carlo, dirigente del Genio Civile Valdarno inferiore della Regione Toscana

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Giovedì 10 settembre la città di Livorno ricorderà le vittime della terribile alluvione del 2017 avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 settembre. La commemorazione in ricordo delle vittime dell’alluvione si svolgerà a partire dalle 20, con ritrovo alle 19,30. La cerimonia sarà così articolata: alle 19,30 è in programma il ritrovo in via di Popogna, angolo via dello Stillo; alle 20 inizierà la cerimonia, con l’accensione delle torce e la partenza fiaccolata. Questo il percorso:via di Popogna – via Collinet – via Fortunato Garzelli. Di seguito l’intervista all’ingegner Enzo Di Carlo che spiega cosa è stato fatto da quel giorno maledetto per mettere al riparo la città da altre sciagure. 


LIVORNO. Un alveo si insinua tra le case. Prima, al suo posto, c’erano vegetazione o strade. Poi, mano a mano che il Rio Maggiore è stato stombato, ha cominciato a riprendere la sua conformazione originaria. Si è deciso di aprirlo per permettere all’acqua piovana, quando prende la forma di ondata di piena, di defluire meglio verso valle. Per lo stesso motivo sono stati rifatti (o sono in fase di completamento) i ponti. Quello in via di Collinet, per esempio, o quello in via Peppino Impastato. E, naturalmente, l’infrastruttura alla foce del Rio Ardenza, il cui cantiere, tormentato da ogni tipo di problema, ha accumulato un ritardo mastodontico. «Ma il costo del noleggio del ponte Bailey (la struttura militare installata provvisoriamente ai Tre Ponti per garantire la continuità della circolazione nel periodo dei lavori, ndr) sarà addebitato, per tutto il periodo di ritardo, alla ditta». L’alluvione del 2017 ha messo a nudo tutte le debolezze idrauliche del territorio. Dopo quell’evento, come sappiamo, il Genio Civile della Regione Toscana si è occupato di progettare tutte le operazioni di messa in sicurezza dei corsi d’acqua ritenute necessarie. «Si tratta, complessivamente, di interventi da 93 milioni di euro. Alcuni conclusi e alcuni ancora da iniziare». A fare il punto della situazione – spiegando quali lavori sono completati, quali no e quali devono essere ancora progettati – è l’ingegnere Enzo Di Carlo, dirigente del Genio Civile Valdarno inferiore della Regione Toscana.

Ingegnere, partiamo dal Rio Ardenza, quali sono gli interventi ancora in corso?

«Partendo da monte, abbiamo quello relativo al tratto compreso tra la Variante Aurelia e via di Monterotondo, a Collinaia, dove attualmente siamo impegnati nel rifacimento del ponte. Quello vecchio è già stato demolito e la ditta sta posizionando le travi di quello nuovo. Questi lavori, salvo imprevisti, dovrebbero concludersi entro la metà di novembre. Poi rimarranno le piccole opere di completamento, che dovrebbero terminare entro la fine dell’anno, quando è previsto lo smantellamento del cantiere».

Per la viabilità in zona che prospettive ci sono?

«Attualmente la viabilità è interrotta ma, appena sarà realizzata la travatura del nuovo ponte, abbiamo dato la disponibilità per mettere a disposizione un passaggio pedonale temporaneo in modo tale da garantire il collegamento delle due zone».

Il ponte in via Collinet invece è stato già completato. Qui i lavori hanno visto, dopo lo stombamento del vecchio tracciato del Rio Vallecorsa, il rifacimento dell’infrastruttura esistente lungo il nuovo asse stradale e il raccordo con la viabilità limitrofa attraverso una rotatoria.

«Sì. E sono conclusi già da tempo anche i lavori nella zona di via Grotta delle Fate, con la sistemazione della foce del rio Forcone tramite la confluenza del Forcone nel rio Ardenza. Manca invece ancora il rifacimento del ponte in via Mondolfi che andrà a gara nel primo semestre del 2027».

Ma il “re dei ponti” è senz’altro quello alla foce del Rio Ardenza. Qui il cantiere, che sarebbe dovuto durare 540 giorni, ha avuto vari problemi tali, tra sottoservizi e ditta, da rendere necessari tempi d’intervento doppi. Ma adesso a che punto siamo? Quando arriverà l’impalcato del nuovo ponte dalla Sicilia?

«Di recente c’è stato qualche problema con le tempistiche necessarie per la fornitura delle armature e deve essere ancora dragato il fondale, operazione che è stato deciso di rinviare a dopo l’estate (per creare meno disagi possibili ai bagnanti, ndr) . Il nuovo ponte, comunque, dovrebbe arrivare a fine ottobre. Poi dovranno essere effettuate le opere necessarie a sistemare le rampe per accedere e allo spostamento di tutti i sottoservizi. A quel punto si potrà rimuovere il ponte Bailey per cui, attualmente, paghiamo un canone mensile, per poi aprire al traffico la nuova struttura. I canoni relativi ai mesi di ritardo accumulati, ad ogni modo, saranno addebitati alla ditta in qualità di penale».

Non solo Tre Ponti, anche in via Cattaneo i lavori sono ancora in corso.

«Sì, si tratta degli interventi del tratto 6 Cattaneo – Toti del Rio Maggiore. Di recente c’è stato il collaudo degli spogliatoi nuovi e siamo in procinto di consegnarli al Comune per far avviare la stagione alle associazioni sportive. Dopodiché saranno demoliti i vecchi spogliatoi che stanno sopra l’alveo tombato. L’iter era obbligato».

In che senso?

«Nel senso che fino a che non si finivano gli spogliatoi nuovi i lavori non potevano procedere. È comunque stato già aperto il bypass di via Cattaneo e qui stiamo realizzando i pali per quello che sarà il nuovo ponte. In parallelo sarà stombato il Rio Maggiore verso monte nel tratto, appunto, dei vecchi spogliatoi».

Che altro è stato fatto in zona?

«I lavori di stombamanto tratto 4 stadio e del tratto 3 Toti- Rodocanacchi del Rio Maggiore sono conclusi. Così come è stato completato il nuovo ponte di via Peppino Impastato, a Salviano».

Cosa manca, dunque, oltre a via Cattaneo?

«Il tratto 7. Andrà a gara l’anno prossimo e prevede l’adeguamento della cassa di espansione e dell’alveo del Rio Maggiore nella zona dei cimiteri della Misericordia».

Per la foce del Rio Maggiore si era parlato, invece che di stombamento, della creazione di un canale scolmatore sotterraneo e parallelo al corso d’acqua principale in grado di alleggerire eventuali portate di piena. È sempre questa l’idea?

«Sì, siamo in attesa del progetto esecutivo, che è in fase di completamento. La gara per affidare i lavori verrà pubblicata entro la fine del 2026. È previsto il raddoppio in galleria dell’attuale sezione con un’opera che consente, al superamento di un certo livello, di dividere il deflusso dell’acqua. Questo intervento sarà l’ultimo in ordine di tempo a essere completato, vista la complessità dell’opera. Serviranno almeno un paio d’anni».

Quanto costano tutti questi interventi?

«Il totale complessivo degli interventi risulta pari a circa 93 milioni e 86mila euro. Quelli conclusi ammontano a circa 27 milioni e 886mila euro, quelli in corso a 31 milioni e 219mila euro e quelli in progettazione o in fase di gara a 33 milioni e 980mila euro».

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