Carburanti, a settembre possibili accise mobili. E spunta l’ipotesi bonus benzina in busta paga
Tramontata in maggioranza l’idea del bonus nella social card, allo studio ci sono aiuti mirati e “selettivi”: è aperto il confronto politico
Il governo prende tempo sul caro-carburanti, ma prepara il terreno per un nuovo intervento se la crisi di Hormuz dovesse prolungarsi. Dopo la proroga di dieci giorni dello sconto sulle accise sul gasolio deciso l’altro ieri, il vero nodo si sposta al 6 settembre.
Se le tensioni sui mercati petroliferi resteranno elevate, il governo dovrà decidere come intervenire. Una possibilità è il ritorno delle accise mobili: a inizio settembre saranno disponibili i dati dell’extragettito Iva per compensare i rincari alla pompa. Ma allo studio ci sono aiuti mirati e “selettivi”, su cui è aperto il confronto politico.
Tramontata in maggioranza l’idea del bonus nella social card, che aveva il vantaggio di essere “visibile” e comunicabile, ma presentava problemi su come selezionare la platea, spunta l’idea di un bonus in busta paga che il datore di lavoro potrebbe scaricare come costo.
«Il 6 settembre si potranno attivare le accise mobili di agosto, vedremo quanto spazio c’è. Se la crisi dovesse durare con queste dimensioni, faremo una valutazione selettiva. Una possibilità sono i buoni benzina del datore di lavoro, attraverso i fringe benefit. Credo che sia stata una buona intuizione del viceministro Leo», spiega Marco Osnato, il responsabile Economia di Fratelli d’Italia.
Anche Forza Italia spinge per una soluzione rivolta soprattutto a chi utilizza l’auto per lavorare. La Lega ha una posizione ancora più netta contro gli interventi legati al reddito. «Per esperienza storica lasciano sempre fuori tutto il ceto medio, che ogni volta risulta sempre troppo ricco», avverte Claudio Borghi, senatore del Carroccio.
Sul fronte opposto, le associazioni dei consumatori chiedono di evitare che l’emergenza si trasformi in una partita di bonus. Il Codacons contesta sia la social card, sia gli aiuti selettivi: «Non avrebbero alcun effetto diretto sul prezzo di benzina e gasolio. I listini alla pompa resterebbero invariati e milioni di automobilisti continuerebbero a pagare carburanti a prezzi elevati».
Anche Federconsumatori chiede misure più incisive e durature, sollecitando «uno sconto di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 25 sul diesel, per un periodo adeguato di tempo e non in modo spot», e controlli contro eventuali «fenomeni speculativi».
Per i gestori degli impianti di distribuzione aderenti a Faib e Fegica, invece, ci sarebbero gli estremi per sospendere la liberalizzazione dei prezzi dei carburanti: «O tutti giocano la stessa partita o le norme per tornare, almeno transitoriamente, al prezzo sorvegliato (amministrato) esistono. E anche sull’accisa mobile forse potrebbe essere spesa qualche altra iniziativa: a partire dalla definizione di una fascia di invarianza per mantenere i prezzi stabili per periodi definiti».
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