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Più sei ricco, meno tasse devi pagare: ecco come crescono le disuguaglianze – Lo studio del Sant'Anna che indica 3 soluzioni

di Giuseppe Boi
Più sei ricco, meno tasse devi pagare: ecco come crescono le disuguaglianze – Lo studio del Sant'Anna che indica 3 soluzioni

Uno studio insieme all’Università Milano Bicocca fa i conti in tasca al Fisco: rispetto alle ricerche passate il nuovo studio ha analizzato possibili soluzioni per correggere la regressività ipotizzando tre scenari

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PISA. In Italia più sei ricco, meno tasse paghi. Sebbene l’articolo 53 della nostra Costituzione stabilisca il principio di progressività delle imposte, ossia che chi guadagna di più versa più tasse, nella realtà il nostro sistema fiscale diventa regressivo (chi ha di più paga meno) a causa della tassazione dei redditi da capitale con aliquota ordinaria del 26%. A dimostrarlo è una ricerca della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università degli studi di Milano-Bicocca.

Docenti e ricercatori dei due atenei certificano come il 7% degli italiani più abbienti paghi un’aliquota effettiva inferiore a quella del restante 93% dei contribuenti. Un fattore di disuguaglianza fiscale che ha un effetto pesante sul piano sociale e perverso sui conti pubblici perché «tassare maggiormente il capitale genererebbe ingenti risorse per finanziare investimenti in sanità, istruzione e transizione ecologica, e per ridurre la pressione fiscale sulla classe media e sui contribuenti a basso reddito».

Allarme diseguaglianze

Sono queste le conclusioni a cui arriva l’articolo pubblicato su Review of Income and Wealth (rivista accademica fondata nel 1951 ed edita dall’omonima associazione internazionale) e realizzato da Matteo Dalle Luche (Lmu Monaco), Demetrio Guzzardi (Università della Calabria), Elisa Palagi (Scuola superiore Sant’Anna), Andrea Roventini (Scuola superiore Sant’Anna) e Alessandro Santoro (Università degli studi di Milano-Bicocca).

Lo studio utilizza nuovi dati della Banca d’Italia sulla distribuzione della ricchezza (Distributional Wealth Accounts) ma conferma la tendenza segnalata da studi precedenti realizzati dalla stessa Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e dall’Università di Milano-Bicocca e rilancia l’allarme sulla diseguaglianza fiscale e i suoi effetti nel nostro Paese.

Tre possibili soluzioni

Rispetto alle ricerche passate il nuovo studio ha analizzato possibili soluzioni per correggere la regressività ipotizzando tre scenari: una riforma con un sistema di tassazione unificato per i redditi da lavoro e da capitale; l’introduzione di imposte differenziate sui redditi da lavoro e da capitale; interventi mirati esclusivamente alla tassazione ottimale dei redditi da capitale. Ed è su quest’ultima ipotesi che si concentra Andrea Roventini, direttore dell’Istituto di Economia della Scuola Sant’Anna: «Una riforma della tassazione del capitale può passare anche attraverso una tassazione delle grandi ricchezze».

«Basta un 1,3% in più»

«In linea con i più recenti sviluppi della ricerca economica e del dibattito internazionale – prosegue Roventini – nello studio mostriamo che è possibile ripristinare la progressività del sistema fiscale, ridurre le disuguaglianze e aumentare il gettito fiscale introducendo modeste aliquote fiscali sul patrimonio netto del 7% più ricco degli italiani. Tali aliquote variano dallo 0,1% all’1,3% per lo 0,1% più ricco, 50mila individui che detengono un patrimonio netto medio superiore a 20 milioni di euro. Si tratta di prelievi fiscali relativamente contenuti considerando che la quota di patrimonio altamente liquido detenuta dal 7% più ricco, pari a circa il 40% del patrimonio complessivo».

Fino a 30 miliardi

«I nostri risultati mostrano che una maggiore tassazione dei redditi da capitale ripristinerebbe la progressività del sistema fiscale, generando al contempo significativi incrementi del gettito fiscale», aggiunge Elisa Palagi, ricercatrice della Scuola Sant’Anna. Nello specifico, un’imposta netta dell’1,3% sull’1% più ricco della popolazione italiana raccoglierebbe circa 30 miliardi di euro all’anno. Applicando la stessa aliquota solo allo 0,1% più ricco si otterrebbero circa 13,5 miliardi, mentre applicandola esclusivamente ai miliardari il gettito ammonterebbe a circa 2 miliardi all’anno.

Le classi medio basse

Un gettito che si potrebbe tradurre anche in meno tasse per tutti gli altri. In conclusione, lo studio mostra che i modelli di tassazione ottimale suggeriscano aliquote effettive superiori a quelle osservate nell’attuale sistema fiscale italiano per rendere il sistema tributario effettivamente progressivo rispettando la Costituzione. Alla luce dei nuovi risultati, secondo le autrici e gli autori, «è necessaria una ridistribuzione del carico fiscale che gravi meno sulla classe medio-bassa che costituisce il 93% dei contribuenti e maggiormente sul 7% più ricco che dispone di redditi e patrimoni elevati e che paga aliquote fiscali effettive inferiori al resto della popolazione. Un serio dibattito in questa direzione rappresenta un passo cruciale verso un sistema fiscale italiano più giusto e costituisce un’opportunità per reperire risorse significative da destinare a istruzione, sanità e investimenti per la transizione ecologica e/o alla riduzione della pressione fiscale sulla classe media». 

 

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