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Riforma porti, parla Confitarma

di Maurizio Campogiani

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

La Confederazione Italiana degli Armatori ha espresso la sua posizione nell’audizione svoltasi alla IX Commissione della Camera dei Deputati

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ROMA. Proseguono alla IX Commissione alla Camera dei Deputati le audizioni delle parti sociali sul disegno di legge di riordino della legge sulla portualità. Nel corso dell’audizione di Confitarma, il Direttore Generale, Luca Sisto, ha evidenziato la significativa coincidenza tra il dibattito parlamentare sulla riforma e la pubblicazione del Piano del Mare 2026-2028, sottolineando come entrambe rappresentino un’opportunità per rafforzare la competitività del sistema marittimo nazionale.

Per la Confederazione Italiana degli Armatori, la pubblicazione dell’aggiornamento triennale del Piano del Mare segna un passaggio importante verso una strategia nazionale unitaria anche per lo sviluppo dell’Economia del Mare, della quale la riforma della governance portuale rappresenta uno degli strumenti attuativi più rilevanti, oltre che un nuovo tassello sul percorso che mira a rafforzare la consapevolezza dell’Italia quale autentico Paese marittimo, obiettivo da sempre perseguito da Confitarma.

«Come armatori – ha affermato Sisto in audizione – auspichiamo che la nuova governance sia in grado di esprimere una visione strategica d’insieme e una struttura centrale capace di contribuire a valorizzare il ruolo del sistema marittimo-portuale quale centro motore dello sviluppo dell’Economia del Mare e, più in generale, dell’economia italiana». 

Confitarma ha espresso poi una valutazione complessivamente positiva dell’istituzione di una cabina di regia centrale per l’individuazione delle infrastrutture strategiche per la portualità nazionale, ritenendo tuttavia necessario definirne con chiarezza le competenze, il rapporto tra le funzioni di concedente e concessionario e la natura pienamente pubblica, al fine di garantire indipendenza e adeguata capacità decisionale.

Allo stesso tempo, per la Confederazione è fondamentale distinguere con precisione il ruolo del soggetto centrale da quello delle Autorità di Sistema Portuale, rafforzandone la funzione di regia industriale dello sviluppo dei territori e salvaguardando anche i porti strategici non ricompresi nella rete TEN-T.

«Particolare attenzione – scrive in una nota – dovrà inoltre essere riservata ai meccanismi di finanziamento di Porti d’Italia S.p.A., affinché venga garantito un equilibrio che eviti ricadute sui bilanci delle Autorità di Sistema Portuale e conseguenti aumenti di tasse e canoni, preservando così la competitività dei porti italiani. Confitarma ribadisce infine la necessità di assicurare una presenza adeguata e strutturata dell’industria armatoriale italiana negli organismi della governance portuale, affinché il settore possa contribuire stabilmente ai processi decisionali, anche alla luce dell’attuale pluralismo associativo».

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