Il Tirreno

Toscana

Il progetto

L’idrogeno verde è nato a Civitavecchia

di Maurizio Campogiani

	Il taglio del nastro
Il taglio del nastro

Inaugurato all’interporto della città tirrenica il primo impianto per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno

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CIVITAVECCHIA. Fiocco “verde” per la prima hydrogen valley del centro Italia. E’ nata ieri pomeriggio – 7 luglio – a Civitavecchia, all’interno dell’interporto gestito dalla Civitavecchia Fruit & Forest Terminal, una società italo-belga specializzata nella logistica e che ha fatto rinascere la piattaforma intermodale dopo anni di incuria e abbandono. L’impianto Il progetto, finanziato con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, era inserito nel programma “Green Port”, ed è stato realizzato con la supervisione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.

Alla cerimonia di inaugurazione, aperta dalla benedizione e dall’intervento del Vescovo della Diocesi di Civitavecchia, Monsignor Gianrico Ruzza, con numerosi riferimenti all’enciclica “Laudato si” di Papa Francesco, erano presenti, tra gli altri, Philip Van Gestel Philip, presidente di Noord Natie e CFFT SPA, Theodora Gentzis, Segretario Generale del Ministero dei Affari Esteri Belga, il sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele, Latrofa, gli assessori regionali Elena Palazzo e Roberta Angelilli e Caterina Cobino, vicepresidente dell’associazione H2IT.

Dopo il tradizionale taglio del nastro, gli intervenuti hanno voluto sottolineare l’importanza, anche da un punto di vista strettamente politico, della nascita del polo per la produzione, la compressione, lo stoccaggio e la distribuzione dell’idrogeno verde. Una struttura che nasce in un momento particolare in un’area particolare. Il momento è quello nel quale l’emergenza climatica si fa sentire sempre di più avvalorando le tesi di quanti spingono per la transizione energetica. L’area è quella che per decenni ha ospitato il polo energetico più grande d’Europa, con ben tre centrali termoelettriche e che proprio adesso sta assistendo alla fine dell’era del carbone.

Nello specifico, l’impianto inaugurato ieri ha una capacità di stoccaggio pari a circa 350 chilogrammi di idrogeno a 500 bar. Dall’area di stoccaggio, l’idrogeno può seguire tre diverse destinazioni, ovvero quella di alimentare direttamente la stazione di rifornimento per veicoli a idrogeno che si muovono in ambito portuale, oppure quella di essere caricato su carri bombolai per il trasporto verso utilizzatori esterni. Infine, può essere destinato a future applicazioni industriali e logistiche presenti nel territorio.

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