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L’uso del cellulare in auto è vietato anche quando siamo fermi al semaforo

L’uso del cellulare in auto
è vietato anche quando
siamo fermi al semaforo

La pronuncia della Cassazione: i consigli dell'avvocato Biagio Depresbiteris

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Ho appreso di una decisione della Cassazione secondo cui è sanzionabile il comportamento di chi, alla guida, utilizza il telefono cellulare anche se l’auto è ferma al semaforo rosso. È vero? E quale è la sanzione? 
R. E.

Sì, è vero. L’uso del telefono cellulare alla guida è vietato anche quando il veicolo si trova temporaneamente fermo al semaforo rosso, perché quella situazione non equivale a una vera sosta, ma a una momentanea interruzione della marcia. Il punto di partenza è l’art. 173 del Codice della Strada, che vieta al conducente di utilizzare apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi quando l’uso comporti anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante. La norma vieta anche l’uso di cuffie sonore, salvo alcune eccezioni, mentre consente l’utilizzo di dispositivi a viva voce o con auricolare, purché il conducente conservi adeguata capacità uditiva da entrambe le orecchie e non debba usare le mani per farli funzionare. In parole semplici, non è vietato parlare al telefono in assoluto: è vietato farlo tenendo il cellulare in mano, digitando messaggi, scorrendo notifiche, cercando un numero o comunque compiendo operazioni che distraggano dalla guida e sottraggano le mani al controllo del veicolo. Il dubbio nasce dal fatto che l’art. 173 parla di uso “durante la marcia”. Molti automobilisti ritengono quindi che, se l’auto è ferma al semaforo rosso, sia possibile prendere il telefono, leggere un messaggio o rispondere rapidamente. La Corte di Cassazione, però, con l’ordinanza n. 23331 del 23 ottobre 2020, ha dato una lettura diversa e più rigorosa. Secondo la Cassazione, la fermata al semaforo non interrompe realmente la circolazione, ma costituisce una fase della marcia. Il conducente resta inserito nel traffico, deve prestare attenzione al segnale luminoso, agli altri veicoli, ai pedoni, agli incroci e deve essere pronto a ripartire in sicurezza. Proprio per questo, l’uso del cellulare in quel momento conserva la sua pericolosità e può essere sanzionato. Del resto, se si ammettesse l’uso del telefono al semaforo rosso, lo stesso ragionamento dovrebbe valere per altre fermate temporanee, ad esempio davanti a un incrocio o in una coda, cioè proprio in situazioni nelle quali l’attenzione del conducente è particolarmente necessaria. La sanzione non è lieve. La violazione dell’art. 173 comporta il pagamento di una somma da 250 a 1.000 euro, la decurtazione di 5 punti dalla patente e la sanzione accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi. Se lo stesso soggetto commette un’ulteriore violazione nel biennio, la sanzione pecuniaria sale da 350 a 1.400 euro, la sospensione della patente va da uno a tre mesi e la decurtazione arriva a 10 punti. Vi sono poi ulteriori conseguenze pratiche legate alla disciplina della sospensione breve della patente, soprattutto per chi ha già meno di venti punti, con possibili effetti immediati sul documento di guida. L’unico comportamento realmente prudente, quindi, è non usare il telefono finché si è inseriti nella circolazione. Per farlo, occorre accostare dove consentito, fermarsi in condizioni di sicurezza e solo allora prendere in mano lo smartphone. Quanto ai sistemi digitali installati sull’auto, come touchscreen e comandi di bordo, il discorso è più sfumato. Non si tratta normalmente di “telefono” in senso stretto, ma anche il loro utilizzo può diventare problematico se assorbe l’attenzione del conducente o lo costringe a togliere le mani dal volante per un tempo apprezzabile. In questi casi può venire in rilievo il principio generale dell’art. 141 del Codice della Strada, che impone al conducente di conservare sempre il controllo del veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza.
 

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