Capraia senza pace, l’ex sindaco si dimette e chiede i danni al Tirreno
Alle ultime elezioni Lorenzo Renzi era stato “stracciato” da Bessi
CAPRAIA ISOLA. Non c’è pace per l’isola di Capraia, il comune con meno abitanti di tutta la Toscana, che sembrava aver trovato un assetto definitivo con le ultime elezioni amministrative dello scorso 24 e 25 maggio, in cui ha trionfato, dopo un commissariamento durato un anno per le dimissioni in blocco di sei consiglieri su undici, Marida Bessi. È stata del 63,61 la percentuale con cui la nuova sindaca ha stracciato l’ex sindaco Lorenzo Renzi. Il quale, commentando il voto, ebbe a dichiarare a Il Tirreno: «Capraia si è espressa in maniera inequivocabile: la nostra proposta di un futuro diverso è stata bocciata e di questo non possiamo che prendere atto. Saremo minoranza nel prossimo consiglio comunale, nell'interesse di un equilibrio istituzionale che garantiremo nei prossimi cinque anni».
Nonostante siano trascorse solamente poche settimane dalle elezioni, Renzi (sindaco in carica al momento del commissariamento) ha già cambiato idea. Non era evidentemente del tutto convinto di organizzare una minoranza nell’interesse dell’equilibrio istituzionale a cui aveva fatto lui stesso riferimento e sabato scorso, 7 giugno, con una lettera indirizzata al segretario comunale e alla neo sindaca ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. «Le presenti dimissioni – scrive Renzi – sono irrevocabili e producono effetto immediato dalla loro acquisizione a protocollo».
Renzi ha mal digerito, o non digerito affatto, la sonora sconfitta rimediata nelle urne. Anche perché, sempre dopo le ultime elezioni, per la precisione lo scorso 4 giugno, Lorenzo Renzi ha deciso di prendersela anche con Il Tirreno, “colpevole”, secondo lui, di aver dato conto di un esposto presentato dall’architetto Dario Barabino, responsabile dell’ufficio tecnico comunale, rispetto ad alcuni lavori pubblici per i quali la stessa amministrazione comunale riuscì ad intercettare delle tranche di finanziamenti legati al Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) e al bando “Isole minori”. Nella denuncia-esposto si evidenziava che talune delle opere pubbliche in questione mancavano delle necessarie autorizzazioni previste dalla legge.
Si faceva, ad esempio, riferimento alla riqualificazione dell’area dell’eliporto e degli impianti sportivi e a quella delle strade Scala Saracino, via Vittorio Emanuele e via Assunzione, alla Torre del Porto e all’Anfiteatro ex cava di tufo. Accuse tutt’altro che insignificanti per l’ex sindaco Renzi e per la responsabile dell’ufficio tecnico nella legislatura Renzi, l’architetta Carla Citernesi, sostituita con l’arrivo del commissario prefettizio. E infatti non è passato molto tempo dall’acquisizione dell’esposto all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Livorno, che ha già provveduto a iscrivere alcuni nomi nel registro degli indagati.
Secondo Renzi e la stessa Citernesi, però, il fatto che Il Tirreno, il 16 novembre 2025, abbia informato circa l’esposto e i suoi contenuti, relativi ad opere finanziate con fondi pubblici, rappresenta una diffamazione a mezzo stampa. Talmente grave da richiedere un risarcimento danni complessivo pari a quasi 138mila euro. Il Tirreno può solo sottolineare di aver ottemperato esclusivamente al proprio fine informativo, senza diffamare alcuno, dando conto di un esposto sulla base del quale la stessa Procura della Repubblica ha poi deciso di aprire un’inchiesta.
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