Riforma porti: monta la polemica sulla commissione di esperti
Dopo l’annuncio dell’approdo in Parlamento per il conseguente inizio del confronto all’interno delle commissioni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha varato un organismo di valutazione. Non poche le perplessità, tra cui quella della Filt Cgil
Non sembra essere iniziato nel modo giusto il percorso parlamentare della legge di riforma dei porti. La nuova “carta” della portualità italiana aveva suscitato già perplessità al momento della definizione del disegno di legge ed era poi arrivata con consistenti modifiche al vaglio del Presidente della Repubblica. Adesso, a suscitare perplessità è il varo di una apposita commissione di esperti, chiamata ad esprimere le sue valutazioni in merito a come potrà essere applicata la nuova normativa di settore.
Le critiche sulla composizione della commissione
A far salire la temperatura negli ambienti marittimi e portuali è stata la composizione della “commissione di esperti”, per alcuni non rappresentativa dell’intero panorama dei soggetti interessati, visto che alcune associazioni non sono state considerate. Viene poi giudicato grave il fatto che dell’organismo non faccia parte alcuna rappresentanza sindacale.
La posizione della Filt Cgil
E al riguardo si registra un intervento della Filt Cgil. “Non spetta a noi – si legge in una nota dell’organizzazione sindacale - dire quanto una commissione di parte, in una fase di dibattimento parlamentare, aiuti la riforma. Qquello che è certo è che il punto di vista del lavoro è al momento escluso”.
Le perplessità del sindacato sulla riforma
«Rimangono tutte le nostre perplessità e criticità – prosegue la nota della Filt Cgil - su questa riforma che non coglie il cuore dei problemi ma se veramente si vuole provare ad avviare un dialogo costruttivo è necessario che si intervenga su questa commissione a partire dalla presenza della rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici del sistema portuale. Questa esclusione non crea un buon clima nella fase in cui siamo, ancora in attesa di risposte sulla costituzione del fondo di accompagno all’esodo su cui si era convenuto di avviare un confronto e sul riconoscimento del lavoro portuale come usurante».
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