Andrea Sempio, cosa c’è nelle agendine dell’orrore: fantasie, sesso, ossessioni e due casi inquietanti
Nel nuovo filone dell’inchiesta emergono appunti, episodi e materiali che gli investigatori considerano decisivi per ricostruire il profilo dell’indagato e comprendere perché il caso Poggi sia tornato sotto la lente della procura
La riapertura del fascicolo sul delitto di Garlasco ha portato gli investigatori a concentrarsi su un elemento che, negli anni, non era mai stato analizzato con la stessa profondità: il materiale scritto attribuito ad Andrea Sempio, oggi unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Agende, quaderni, bloc notes: pagine fitte di pensieri, immagini e ossessioni che, secondo gli inquirenti, potrebbero aiutare a ricostruire il contesto psicologico dell’uomo e il possibile movente del delitto.
Un archivio personale che apre nuovi scenari
Nel corso delle perquisizioni, gli investigatori hanno sequestrato decine di taccuini: un insieme eterogeneo di appunti che, secondo chi indaga, non rappresenta semplice materiale privato, ma un tassello utile a delineare la personalità dell’indagato. Tra le pagine emergerebbero riferimenti ricorrenti a fantasie ossessive, contenuti a sfondo sessuale, immagini di violenza, autolesionismo e un interesse marcato per casi di cronaca nera, killer e autopsie. Un mosaico che, per gli investigatori, contribuisce a definire il rapporto dell’uomo con la sessualità e con le figure femminili.
Gli episodi finiti sotto la lente
Nel materiale raccolto compaiono anche episodi specifici, già segnalati nelle carte dell’inchiesta. Fra questi, il presunto pagamento di 100 euro a un’amica in cambio di fotografie intime e un video girato di nascosto sotto la gonna di una cliente nel negozio di telefonia dove Sempio lavorava. Comportamenti che, insieme alle ricerche online e ai contenuti trovati sugli smartphone sequestrati, sono stati analizzati dagli specialisti del Racis, chiamati a ricostruire un quadro psicologico coerente.
Perché questi appunti contano nell’indagine
Secondo gli inquirenti, il contenuto delle agende non è un dettaglio marginale: rappresenta un possibile indizio per comprendere il contesto in cui maturò l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia. Non una prova diretta, ma un elemento che potrebbe aiutare a interpretare comportamenti, dinamiche e relazioni dell’indagato in un periodo cruciale.
Un tassello in un’indagine che continua a evolversi
Il nuovo filone investigativo non si limita agli appunti: fa parte di un lavoro più ampio che comprende analisi digitali, verifiche sui dispositivi sequestrati e un riesame complessivo della figura di Sempio. La procura di Pavia punta a chiarire se questi materiali possano contribuire a definire un movente credibile e a collocare l’indagato in un quadro più preciso rispetto agli eventi del 2007.
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