Sofia, la prima nata dopo 29 anni: campane a festa nel piccolo borgo toscano – «Qui crescerà nella natura, tra l’affetto delle persone»
A Vallico di Sotto, in Garfagnana, dove vivono una sessantina di persone mamma Elena non ha dubbi: «La mia bambina è un po’ la figlia del paese»
FABBRICHE DI VERGEMOLI. A un certo punto il frastuono delle campane squarcia l’aria di fine aprile. Chi è seduto sul divano di casa, chi cammina per le strade della frazione, chi lavora in giardino si interrompe. Solo un attimo. Guarda il campanile della vecchia chiesa. No, a turbare il silenzio che lì regna quasi indisturbato non è il cupo e cadenzato rintocco che annuncia la perdita di un compaesano. Stavolta le campane suonano a festa. Allora un sorriso si apre sul volto di ciascuno dei circa 60 abitanti di Vallico di Sotto, piccola frazione di Fabbriche di Vergemoli, nel cuore della Garfagnana, in provincia di Lucca. Sanno benissimo che cosa significa: è nata la piccola Sofia. La stavano aspettando tutti, lì dove tutti si conoscono. E alla gioia di mamma Elena e babbo Michele s’è aggiunta quella di un’intera comunità. D’altronde in quella frazione non nasceva una bambina da tanto. C’è chi gli anni li ha contati: sono 29 senza un fiocco rosa, che ora invece colora la porta di ingresso dei due neo genitori. «Sofia è un po’ la figlia del paese», conferma la mamma, Elena Ridolfi, con un sorriso. Tanto che, non appena s’è sparsa la notizia, il compaesano che si occupa della chiesa si è precipitato su per le scale e ha iniziato a suonare le campane. «Qui – spiega Elena – di solito è un brutto segnale; invece stavolta hanno voluto fare sapere che si trattava di un giorno di festa. Quattordici anni fa – aggiunge la neo mamma – era nato l’ultimo maschietto. In tanti ci chiedevano “quando fate un figlio, qui ci vuole”».
Il desiderio è stato accontentato: la primogenita Sofia è nata il 27 aprile alle 12,01 all’ospedale di Barga, 3,120 chili. Ed è pure arrivata in anticipo. «Doveva nascere l’8 maggio», dice mamma Elena. Invece eccola lì, già in paese, nella casa dei suoi genitori, circondata dai primi doni e tanto affetto. «Una signora della frazione – racconta Elena – mi ha regalato un pupazzetto da attaccare alla porta». Di fatto la gioia dei neo genitori si è moltiplicata, correndo tra le vie e nelle piazze insieme al suono delle campane. Il babbo, Michele Marini, è originario di Vallico: qui è nato, qui è cresciuto e qui ha scelto di abitare. Elena, invece, è di Diecimo, frazione di Borgo a Mozzano. Si è trasferita lì un annetto fa. «Per me – assicura – non è stato uno choc. Sono cresciuta in mezzo alla natura e agli animali». Da qui la decisione di crearsi una famiglia proprio a Vallico: una scelta dettata un po’ dalla convenienza economica («abbiamo ereditato una casa di famiglia», spiegano Elena e Michele), molto dal «desiderio di far conoscere a Sofia uno stile di vita tranquillo. Ora è tutto frenetico e veloce, invece qui ci si conosce tutti, è la classica vita di paese. È un valore che vogliamo trasmettere a nostra figlia. La cosa più bella che imparerà – dice Elena – è vivere nella natura e non davanti a una tv o a un tablet. E poi volevo che conoscesse l’affetto delle persone, la capacità di fidarsi dell’altro. In una grande città non sai nemmeno chi abita al piano di sopra».
Certo, per raggiungere diversi servizi - le Poste, il supermercato - bisogna prendere l’automobile e fare qualche chilometro. «Non sono tanti ed è solo una questione di abitudine», assicura Michele. «Alcuni parenti – spiega – abitano in città e ci sono tante comodità, ma anche diversi problemi. Questa è un’isola felice, impari ad accontentarti di quello che hai. Siamo contenti di rimanere qua». L’unica preoccupazione è dettata dallo spopolamento: «Ci sono sempre meno persone. Però da poco è venuta ad abitare una coppia con due bimbi», aggiunge Michele. Un segnale di speranza, come lo è Sofia. «Per chi abita qui questa nascita è vista come miracolo. A fine estate – aggiunge babbo Michele – faremo il battesimo e ne approfitteremo per festeggiare anche con il paese».
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