Il Tirreno

Toscana

Un po’ di storia

Campanili della Toscana, avversari per tradizione: da dove nasce la rivalità fra Pistoia e Prato

di Francesco Magni *

	Uno scorcio di Pistoia e Prato
Uno scorcio di Pistoia e Prato

Il campanilismo è una caratteristica della nostra regione: da Pisa-Livorno a Firenze-Siena, ma non solo

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Ancora oggi sentiamo battute e sfottò tra i cittadini di alcune città toscane, innocue beffe che vengono però utilizzate quasi per “tradizione”, senza una reale motivazione o risentimento. È importante sapere però che tutto questo ha delle profonde radici storiche e sociali risalenti al medioevo, un’epoca in cui onore familiare e schieramento politico erano tutto. Tra le varie lotte interne di guelfi (sostenitori del papa) e ghibellini (sostenitori dell'imperatore) i comuni si estendevano diventando delle piccole città-stato, che con il tempo hanno cominciato a sentirsi strette nei loro territori, e tra questioni di identità, economia e politica diedero vita alle faide che tuttora conosciamo. Tra le più note abbiamo: Pisa-Livorno, Firenze-Siena e Pistoia-Prato, ma quest'ultima com’è nata?

L’origine

La sua origine risale al 1312 con la leggenda di Giovanni di ser Landetto da Pistoia, la quale narra di un pistoiese che tentò di rubare ai pratesi la reliquia della Sacra Cintola che secondo la tradizione appartenne alla Vergine Maria. Si dice che una volta entrato in possesso dell’oggetto sacro, il pistoiese si diede alla fuga nella campagna circostante, che essendo avvolta dalla nebbia, non permise all’uomo di capire realmente dove stesse andando, e così, senza accorgersene, fece il giro tornando al punto di partenza e una volta giunto a quelle che credeva essere le porte di Pistoia gridò: «Aprite, aprite Pistoiesi, ho la Cintola de' Pratesi!».

La leggenda si conclude con la morte dell’uomo e idealmente viene considerata come l’inizio della rivalità tra le due città. Nonostante questo l'ostilità tra Pistoia e Prato ha delle radici più attendibili di una leggenda, legate a questioni politiche e non solo, infatti da una parte vi erano i pistoiesi, oppositori della supremazia fiorentina, e dall'altra i pratesi, grandi sostenitori di Firenze che per quasi due secoli tentò di ottenere il controllo di Pistoia, riuscendoci intorno al XV secolo. Tutti questi scontri portarono poi le due città al cosiddetto "campanilismo", ossia delle rivalità legate puramente all'appartenenza e all'identità della propria città, senza però causare conflitti concreti, insomma erano tutte chiacchiere. In fin dei conti, leggende o meno, vincitori o sconfitti, contano poco perché non c'è nessuna base moderna per spiegare queste secolari rivalità, ormai diventate “tradizione” e carattere distintivo di noi toscani che ancora oggi ci scherziamo, così per ruzzare.

*Studente di 19 anni dell’Istituto Einaudi di Pistoia
 

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