Il Tirreno

Toscana

Sanità

Fascicolo sanitario elettronico in Toscana: come funziona e perché è utile al cittadino. Quanti lo usano? «Il dato è da migliorare»

di Redazione web
Fascicolo sanitario elettronico in Toscana: come funziona e perché è utile al cittadino. Quanti lo usano? «Il dato è da migliorare»

Nel nuovo fascicolo a breve confluiranno anche i referti delle strutture private accreditate e non solo le prestazioni svolte nel pubblico

3 MINUTI DI LETTURA





Tutto la nostra storia clinica on line, accessibile con un clic e a portata di telefonino con la app Toscana Salute. «È evidente come il fascicolo sanitario elettronico sia uno strumento potente in grado di permettere cure migliori, diagnosi più rapide e inutili ripetizioni di test, oltre a semplificare la vita ai pazienti evitando di spostarsi per una visita o un consulto con faldoni di carta sotto braccio», spiega la Regione in una nota

La diffusione dello strumento

Lo strumento va però conosciuto ed usato. «Per questo occorre che medici ed operatori sanitari siano formati – spiega l’assessora regionale alla sanità, Monia Monni - ed è altrettanto importante che i cittadini ne conoscano le potenzialità e che diano il consenso alla consultazione dei dati da parte di terzi, in modo che i medici che prendono in cura un qualsiasi paziente (anche fuori regione) vi possano accedere, compresi i medici di famiglia». Altrimenti si rischia di vanificare molti dei vantaggi, per la salute dei cittadini e l’organizzazione del servizio sanitario, spiegano ancora dalla regione. 

Per centrare l’obiettivo di un uso migliore e più diffuso da giugno del 2025 la Regione ha avviato un massiccio programma di formazione di tutti i propri operatori – oltre 60 mila figure coinvolte, tra medici (compresi pediatri di libera scelta), infermieri, farmacisti, personale amministrativo e tecnico – parallelamente ad una attività di comunicazione - anche social e sul web ma non solo - per far diventare davvero il fascicolo sanitario elettronico uno strumento quotidiano e condiviso.

La condivisione dei dati

Ogni trimestre il fascicolo sanitario elettronico conta più di 501mila visitatori e oltre un milione e 140mila accessi. Ad oggi però solo poco più di un milione e 98mila persone ha attivato la condivisione dei dati, ovvero un terzo (e nemmeno) dell’intera popolazione toscana. “Un dato – commenta ancora l’assessora – che dobbiamo assolutamente migliorare”.

La formazione si concluderà a giugno e ieri, venerdì 17 aprile, a Siena si è svolto presso
il complesso museale Santa Maria della Scala uno degli eventi intermedi di questo percorso. 

Le novità in arrivo

Nel nuovo fascicolo sanitario elettronico a breve confluiranno anche i referti delle strutture private accreditate e non solo le prestazioni svolte nel pubblico, negli ambulatori delle Asl o nei quarantatré ospedali e quattro aziende ospedaliero universitarie toscane.

Nel fascicolo sanitario sono consultabili i farmaci prescritti ed erogati, le vaccinazioni fatte, le lettere di dimissione ospedaliera. Sono segnalate eventuali allergie e ci sarà spazio, in futuro, anche per una scheda riassuntiva redatta dal medico di medicina generale che contiene le informazioni essenziali sullo stato di salute del paziente, come patologie e terapie in corso, pensato per essere immediatamente consultabile: magari in situazioni di emergenza.

Per far sì che anche le strutture sanitarie private accreditate – in Toscana sono circa 420 - alimentino il fascicolo sanitario elettronico, la Regione ha previsto un finanziamento a fondo perduto attraverso un bando da 8 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr, il programma nazionale di ripresa e resilienza. Il contributo servirà ad adeguare standard e sistemi informatici.

Primo piano
Lutto

Massa, in migliaia ai funerali di Giacomo Bongiorni: «Vola alto fratello Mortegian» - Diretta

di Melania Carnevali e redazione web
Speciale Scuola 2030