Carburante, traghetti sotto pressione: l’allarme degli armatori su biglietti e corse e le risposte delle compagnie
L’allarme delle principali associazioni di armatori per le tensioni in Medio Oriente. Nel mirino la tratta Livorno-Olbia: Moby rassicura i passeggeri, più cauto Grimaldi
LIVORNO. Viaggiare in traghetto rischia di non essere più come prima. L’impennata dei costi energetici, legata alle tensioni internazionali in Medio Oriente, mette sotto pressione il settore dei collegamenti marittimi e apre alla possibilità di scenari finora impensabili che spaziano dalla possibilità di riduzione delle corse fino all'aumento dei prezzi dei biglietti. A lanciare l’allarme sono le principali associazioni di armatori, che chiedono un intervento urgente del governo e mettono in guardia soprattutto i passeggeri diretti verso le tratte più lunghe, in particolare quelle per la Sardegna, con il porto di Livorno ad essere collegato con Olbia-Golfo Aranci.
Alla base della crisi c’è la nuova escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha riportato al centro dello scenario globale lo Stretto di Hormuz. Dopo settimane di blocco e tensioni, il passaggio strategico per il petrolio mondiale è tornato operativo solo temporaneamente, per essere nuovamente oggetto di restrizioni. Le conseguenze non si sono fatte attendere, con la settimana che si è aperta proprio ieri con il prezzo del greggio tornato abbondantemente sopra i 100 dollari al barile. A cascata, sono aumentati i costi dei carburanti, con il diesel stabilmente oltre i 2,2 euro al litro. Un rincaro che colpisce in modo diretto il trasporto marittimo. «L’aumento del costo dei carburanti impatta in maniera rilevante sui servizi passeggeri e merci, soprattutto sulle rotte da e per le isole», avvertono i vertici delle associazioni di categoria.
Secondo gli armatori, con i prezzi attuali, molte tratte rischiano di diventare antieconomiche, fino a generare perdite. Da qui l’ipotesi, tutt’altro che remota secondo alcuni esperti, di ridurre le corse, in particolare su collegamenti lunghi come Genova-Olbia o Livorno-Golfo Aranci, per contenere le spese operative. Le associazioni hanno chiesto al governo un sostegno immediato sotto forma di credito d’imposta, commisurato all’aumento dei costi sostenuti nei mesi primaverili. Una richiesta finora rimasta senza risposta, ma che potrebbe tornare di attualità nelle prossime settimane per evitare ripercussioni sui servizi essenziali. Se il quadro generale appare critico, le compagnie di navigazione mostrano posizioni differenziate.
Moby prende nettamente le distanze dall’allarme lanciato dalle associazioni e rassicura i passeggeri, sostenendo che nessuna riduzione delle corse è prevista. La compagnia sottolinea come tutte le tratte, incluse quelle operate da Tirrenia, siano regolarmente garantite e ribadisce l’impegno a mantenere prezzi competitivi e un’offerta di qualità. Secondo Moby, il turismo verso le isole – in particolare la Sardegna – resta un settore “resiliente”, capace di assorbire anche fasi di incertezza economica. La compagnia evidenzia inoltre gli investimenti fatti negli ultimi anni, con l’introduzione di navi di nuova generazione come Moby Fantasy e Moby Legacy, caratterizzate da minori consumi e maggiore efficienza. Una strategia che punta su sostenibilità, comfort e accessibilità, senza trasferire integralmente sui clienti l’aumento dei costi.
Più prudente appare invece la posizione del gruppo Grimaldi (da Livorno c'è anche il collegamento con la Sicilia, tramite il porto di Palermo), che invita alla cautela di fronte a uno scenario in continua evoluzione. «È prematuro fare previsioni perché oggi vale una cosa e domani un’altra», spiegano dall’azienda, sottolineando come l’andamento dei prezzi del carburante sia ancora troppo instabile per delineare comunque strategie definitive. Tuttavia, il gruppo esclude al momento sia tagli alle tratte sia rincari immediati dei biglietti. «Speriamo che tutto rientri al più presto. Non ci facciamo prendere dal panico: su certi cambiamenti ci si ragiona a fondo. Solo in caso di una situazione permanente, dovremmo ripensare la nostra attuale filosofia», precisa Paul Kyprianou, responsabile delle relazioni esterne di Grimaldi, ricordando anche gli attuali obblighi di servizio pubblico su alcune linee convenzionate.
E a chiudere il cerchio fra le grandi compagnie, ecco anche la breve dichiarazione di Jean-Charles Teurlay, direttore generale di Corsica e Sardinia Ferries. «In questo momento, non registriamo difficoltà specifiche relative all’approvvigionamento, pronti tuttavia ad adottare azioni specifiche nel caso si manifestassero problematiche in merito», evidenzia. Nonostante le incertezze, resta quindi un moderato ottimismo per la stagione estiva. La Sardegna, ma non solo la Sardegna, continua a essere una meta molto richiesta e le prenotazioni, almeno per ora, non sembrano risentire del clima internazionale. Ma il nodo resta quello dei costi energetici e se la crisi dovesse protrarsi, il rischio di ripercussioni concrete su tariffe e frequenze dei collegamenti potrebbe diventare come si è capito, inevitabile. Un settore prigioniero delle oscillazioni del mercato globale e che, nonostante ogni sforzo delle compagnie di navigazione, potrebbe riservare per i passeggeri, un’estate potrebbe con qualche sorpresa in più del previsto.
Lasciando il fronte dei giganti, uno sguardo a Toremar, che collega il continente con l’Elba e il Giglio; attraverso l’amministratore delegato Matteo Savelli, fa sapere che nessuna novità è in arrivo. «Se non altro, perché stiamo operando in regime di continuità territoriale attraverso un contratto di servizio con la Regione Toscana», evidenzia. Per “Maregiglio” arriva garanzia che almeno fino a tutto maggio, persistendo questa situazione, le tariffe resteranno immutate. «Semmai, cambierà qualcosa a giugno – confida l’amministratore unico Gabriele Rum – accontentandoci di arrivare a coprire i costi di gestione per chiudere in pareggio la stagione estiva. Per metà di quel mese dovrebbe tornare in servizio anche il traghetto più grande attualmente in fase di restyling al cantiere Gestione Bacini di Livorno che collega l'isola con Porto Santo Stefano». Meta abituale di tanti livornesi (c’è chi proprio lì ha una seconda casa) senza dimenticare che proprio a Livorno risiede la comunità gigliese più grande fuori dall'isola.
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