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Italia pronta a vietare i social ai minori: cosa potrebbe cambiare davvero per milioni di ragazzi

di Redazione web

	Limitazioni in arrivo sui social in Italia 
Limitazioni in arrivo sui social in Italia 

Una bozza di legge allo studio del governo punta a ridefinire l’accesso dei più giovani alle piattaforme digitali, con nuove regole che potrebbero cambiare il rapporto tra adolescenti, social e sicurezza online

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Il dibattito sull’accesso dei più giovani ai social network torna al centro dell’agenda politica. Una bozza di disegno di legge circolata nelle ultime ore — visionata dal Corriere della Sera, che ne dà notizia — indica che il governo starebbe valutando di alzare a 15 anni l’età minima per utilizzare piattaforme social e servizi di condivisione video. Si tratterebbe di un cambiamento significativo rispetto all’attuale limite di 13 anni, spesso aggirato con facilità.

Il precedente australiano e la tendenza internazionale

L’Italia non sarebbe la prima a muoversi in questa direzione. A dicembre 2025 l’Australia ha introdotto una norma che impedisce l’accesso ai social ai minori di 16 anni, aprendo la strada a una regolamentazione più severa a livello globale. La proposta italiana si collocherebbe quindi in un trend internazionale che punta a ridurre l’esposizione dei più giovani ai contenuti e alle dinamiche dei social.

Una definizione ampia: non solo social, ma tutte le piattaforme video

Uno degli aspetti più rilevanti della bozza è la scelta di non limitarsi ai “social network”, ma di includere anche le “piattaforme di condivisione video”. Una formulazione molto ampia, che potrebbe potenzialmente ricomprendere:

  • servizi di messaggistica come WhatsApp e Telegram
  • piattaforme come YouTube
  • servizi di streaming come Netflix e Prime Video

Si tratta però di interpretazioni tecniche: solo la pubblicazione del testo ufficiale chiarirà l’esatto perimetro della norma.

I recenti episodi di cronaca

La discussione nasce anche dall’onda emotiva generata da due casi che hanno scosso l’opinione pubblica:

  • il 25 marzo, a Trescore Balneario (Bergamo), un tredicenne ha aggredito la sua insegnante mentre trasmetteva in diretta su Telegram
  • il 30 marzo, a Perugia, un diciassettenne è stato arrestato con l’accusa di progettare una strage a scuola

Entrambi i ragazzi frequentavano gruppi online e community violente attive su Telegram, come ricostruito da diverse inchieste giornalistiche.

Il precedente della pornografia online: i primi siti oscurati

Il tema della protezione dei minori online è già entrato nell’agenda istituzionale con un altro provvedimento: quello relativo ai siti pornografici. Nelle ultime settimane l’AgCom ha disposto la chiusura dei primi portali italiani che non avevano adottato sistemi di verifica dell’età. Secondo l’Autorità, sarebbero circa 50 le piattaforme coinvolte, e nei prossimi mesi il blocco potrebbe estendersi anche ai grandi siti internazionali come Pornhub e YouPorn.

Cosa aspettarsi ora

Per il momento si tratta solo di una bozza, discussa in una riunione che avrebbe coinvolto — tra gli altri — il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella.

Solo la pubblicazione del testo definitivo permetterà di capire:

  • quali piattaforme saranno effettivamente incluse
  • quali strumenti tecnici verranno adottati per verificare l’età
  • come verranno gestite eventuali eccezioni o controlli familiari

Il tema, però, è già destinato a far discutere: tra tutela dei minori, libertà digitali e responsabilità delle piattaforme.

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