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Collegamenti con le isole, Ancip chiede uno sconto all’UE

di Maurizio Campogiani

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

L’Associazione Nazionale Imprese Portuali si è rivolta alla commissione europea sulla strategia dell’Unione per le isole per una sospensione dell’Ets

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Una sospensione decennale dell’Ets nel settore dei collegamenti marittimi con le isole. L’Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portuali ha inviato il proprio contributo alla consultazione pubblica della Commissione europea sulla Strategia dell’Unione per le isole, ponendo al centro il ruolo strategico delle imprese e delle attività portuali nella competitività di Sardegna, Sicilia e isole minori relativamente al loro collegamento con la terraferma.

Su invito del Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati, Salvatore Deidda, l’ANCIP ha avviato un confronto con le numerose imprese associate operanti nei porti della Sardegna e della Sicilia e, a seguito di interlocuzioni con le Autorità di Sistema Portuali insulari e dei suggerimenti dei Presidenti Bagalà e Rizzo e della Commissaria Straordinaria Tardino, ha elaborato un pacchetto di proposte mirato a sostenere concretamente il sistema portuale insulare.

Per l’associazione, le imprese portuali rappresentano l’infrastruttura operativa essenziale dei territori insulari, garantendo la continuità dei traffici, la gestione delle merci e il funzionamento delle filiere produttive. Tuttavia, sono esposte a crescenti criticità, a partire dall’impatto del sistema EU ETS sul trasporto marittimo, che determina un aumento significativo dei costi operativi e logistici, con effetti diretti sulla sostenibilità economica delle attività portuali.

Per questo motivo, tra le principali proposte avanzate figura la sospensione almeno decennale del sistema ETS per le isole prive di collegamenti terrestri, accompagnata da un meccanismo europeo di compensazione degli extracosti sulle rotte essenziali, finalizzato a tutelare in modo diretto le imprese che operano nei porti.

ANCIP propone inoltre l’istituzione di un corridoio europeo di continuità territoriale integrato e il riconoscimento dei porti e degli aeroporti insulari come hub strategici, con priorità negli investimenti e misure dedicate per migliorare l’efficienza operativa e ridurre i costi a carico degli operatori. Sul piano normativo, l’Associazione chiede una revisione della disciplina sugli aiuti di Stato, con l’esclusione delle misure di compensazione dell’insularità, e l’introduzione di zone franche integrali e regimi fiscali di vantaggio, con l’obiettivo di sostenere le imprese portuali, attrarre investimenti e rafforzare il tessuto produttivo locale.

“L’obiettivo – sottolinea ANCIP – è garantire che la Strategia europea per le isole riconosca pienamente il ruolo centrale delle imprese portuali e si traduca in strumenti concreti capaci di rafforzare la competitività dei territori insulari e la coesione dell’Unione”.

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