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Animali e sicurezza

In Toscana attenti ai lupi, 2.000 segnalazioni in 5 anni: dai cani aggrediti a Bibbona e Cecina all'ultimo attacco ad Albinia

di Ilenia Reali

	A sx la cattura di un lupo dentro un condominio a Capraia e Limite nel 2023. A dx lupi sul mare e in provincia di Pisa. (Foto fornite dalla task force della Regione)
A sx la cattura di un lupo dentro un condominio a Capraia e Limite nel 2023. A dx lupi sul mare e in provincia di Pisa. (Foto fornite dalla task force della Regione)

A Piombino installati dissuasori. Via al monitoraggio della task force: polemica sulle associazioni incaricate

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Negli ultimi vent’anni, in tutta Europa, non hanno mai attaccato gli uomini. Ma la convivenza tra uomo e lupo sta diventando complicata. Anche in Toscana dove nelle ultime settimane ci sono state segnalazioni per la presenza di lupi e per attacchi ad animali, compresi quelli da affezione. L’ultimo ad Albinia ai danni di un gregge. Prima a Massa Carrara è stato aggredito un cane. È morto davanti all’anziana proprietaria rimasta choccata. A Bibbona un setter era sparito dal giardino e nei giorni successivi è stata ritrovata una zampa, sotterrata in un terreno. A Cecina, dietro un residence, un lupo è saltato addosso a Diva, cane di razza Pitbull Amstaff. La cagnolina si è difesa anche quando si sono aggiunti altri due esemplari di lupo che l’hanno spinta in un fossetto. Tutto questo davanti alla proprietaria e a una vicina. Sembra che Diva si sia salvata solo perché i lupi, vista la reazione, non l’hanno considerata una preda ma un animale che stava difendendo il suo territorio. Pochi giorni prima un Beagle, a poche centinaia di metri dal residence, è rientrato in casa con ferite al bacino. Il proprietario sentendo i rumori, che ha subito collegato a un’aggressione, aveva gridato. Le orme lasciate sul terreno raccontavano della presenza di tre lupi.

A San Giuliano Terme, un cittadino ha scritto al sindaco: «Sono stato seguito da un lupo mentre ero in bici», ha detto. A Piombino erano stati avvisati degli esemplari e dalla zona erano spariti più gatti. I gatti, appunto. Una delle prede preferite dai lupi nella provincia livornese. Le segnalazioni alla task force della Regione sono state circa duemila dal 2021.

«La Toscana – spiega Duccio Berzi, consulente tecnico della task force – è la prima Regione ad aver attivato un “numero verde”. Questo strumento, in attesa del monitoraggio organizzato da Università di Sassari con Federcaccia e Coldiretti che sarà effettuato nei prossimi mesi - ci ha consentito di avere una importante integrazione conoscitiva di quello che succede, in particolare nelle zone antropizzate. Ci sono arrivate segnalazioni da Firenze, Siena e Pisa principalmente e quasi esclusivamente da luoghi abitati, contesti antropizzati. Abbiamo avuto segnalazioni anche da zone industriali “insospettabili”: da Campi Bisenzio, Signa, Scandicci, Prato e dalla piana fiorentina. Recentemente dalla collina di Bellosguardo, a due passi dal centro di Firenze». Proprio il monitoraggio affidato a Federcaccia e Coldiretti ha innescato la polemica da parte dei 5 Stelle. Spiega la consigliera regionale Irene Galletti: «Il monitoraggio di una specie tutelata dalla normativa europea e dalla legge nazionale richiede indipendenza, rigore metodologico e competenze scientifiche specifiche - afferma - per questo non ritengo opportuno affidarlo a soggetti portatori di interessi particolari, siano essi agricoli o venatori. Così come non sarebbe corretto delegarlo ad associazioni ambientaliste. Un lavoro di questo tipo deve essere svolto da professionisti qualificati e imparziali».

Eppure sulla costa livornese – aggiunge Berzi – «ci sono state segnalazioni ovunque, le più numerose da Cecina, Castagneto, Venturina e Piombino. In alcuni casi, pochi, ci sono state aggressioni a cani mentre in tanti casi ad avere la peggio sono stati i gatti. A Piombino, in via di Tolla, abbiamo installato dei dissuasori. Si attivano grazie a un timer o nel momento in cui l’animale si avvicina: emettono luci e suoni. I lupi si allontanano e comprendono che non è una zona da frequentare. È una soluzione tampone ma, per piccole zone abitate, sta dando dei risultati. Da Grosseto le segnalazioni recentemente sono invece più sporadiche».

Perché in Toscana, ma il fenomeno è comune a tante altre realtà in Italia, i lupi si avvicinano alle zone abitate? «Questo fenomeno – spiega Berzi – è legato alla saturazione del territorio, che per una specie territoriale come il lupo significa un po’ alla volta occupare gli spazi disponibili. Non abbiamo i numeri ma la specie è presente in maniera ubiquitaria in tutta la Regione ad esclusione delle isole e delle zone più antropizzate. Mi preme tra l’altro sottolineare, che anche se le segnalazioni sono aumentate non si sono al momento casi registrati di “lupi confidenti”, secondo i parametri definiti dal Ministero, vale a dire animali che si avvicinano a meno di 30 metri senza paura». Neppure a Cecina quando hanno attaccato un cane a pochi metri da due donne. «Sì, ma una volta che le donne hanno fatto rumore se ne sono andati. In ogni caso, con attacchi ripetuti su cani, dal punto di vista autorizzativo è possibile prevedere un intervento di rimozione, così come nel caso di incolumità pubblica è possibile intervenire con le norme sulla pubblica sicurezza». 
 

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