Mister X a Sanremo 2026, chi è l’ospite misterioso di venerdì 27 febbraio: gli indizi che portano...in Toscana
Nella scaletta del Festival spunta per otto volte un personaggio senza nome: ma potrebbe essere addirittura una doppia sorpresa
La quarta serata del Festival di Sanremo 2026, in programma venerdì 27 febbraio, si apre con un enigma che sta catalizzando l’attenzione del pubblico: l’arrivo sul palco di un misterioso ospite, ribattezzato dai fan – e nella scaletta ufficiale, in cui compare addirittura nove volte durante la serata – “Mister X”. E dal pomeriggio di venerdì 27 febbraio – quando è stata diramata la scaletta – si è scatenata la fantasia dei social, dove si rincorrono teorie, indizi immaginari e nomi più o meno plausibili.
Il gioco di Conti: “Forse non è nessuno”
Intervenendo in collegamento con La Vita in diretta, Carlo Conti ha alimentato ulteriormente la suspense, mantenendo il suo stile ironico e misurato. «Ogni tanto mi piace divertirmi», ha ammesso, lasciando intendere che il mistero potrebbe essere meno clamoroso di quanto il pubblico si aspetti. «Come ho fatto a mantenere il segreto? Semplice: forse non c’è nessuno da nascondere», ha scherzato, senza però chiudere del tutto la porta alle speculazioni.
Il nome che rimbalza ovunque: Adriano Celentano
Tra le ipotesi più gettonate, una spicca su tutte: Adriano Celentano. Il suo nome circola da ore tra commenti, meme e discussioni televisive. Conti, pur lusingato dall’idea, ha frenato gli entusiasmi: «Se fosse lui sarebbe straordinario, ma credo resterà un bellissimo sogno». Una frase che sembra voler riportare il dibattito con i piedi per terra, pur senza spegnere del tutto la curiosità. Ma attenzione: prende corpo anche l’ipotesi degli “amici” del conduttore: Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni. Uno dei due? Entrambi? Chissà.
L’unica certezza: il futuro del Festival
Se su Mister X regna l’incertezza, su un punto Conti è stato chiarissimo: l’edizione 2026 sarà la sua ultima alla guida del Festival. Un annuncio che aggiunge un velo di malinconia a un’edizione già carica di attese e simbolismi, e che rende ogni sorpresa – vera o presunta – ancora più significativa.
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