Il Tirreno

La tragedia

Morte di Giacomo Bongiorni, migliaia di persone per la fiaccolata a Massa. Le lacrime della madre in piazza, gli striscioni e la compagna in prima fila

di Melania Carnevali

	La compagna in prima fila, la madre in piazza (foto Cuffaro), un'immagine del corteo dall'alto e Bongiorni
La compagna in prima fila, la madre in piazza (foto Cuffaro), un'immagine del corteo dall'alto e Bongiorni

In tantissimi si sono ritrovati in centro per la manifestazione «silenziosa» dopo l’omicidio che ha sconvolto la comunità apuana e non solo

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MASSA. Ogni tanto, in mezzo al corteo, parte un applauso e un fiume di mani lo segue. L’unico rumore, in questa fiaccolata di migliaia e migliaia di persone mute che quasi trattengono il fiato per la paura di essere fuori luogo. Sguardi bassi, poche parole, se possibile nessuna, mentre sfilano per le strade del centro di Massa in ricordo di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto dopo un’aggressione a Massa per un motivo che ancora non è chiaro.

Appena diffusa la notizia della sua morte, non una morte qualsiasi ma una morte violenta, il vescovo Mario Vaccari ha contattato il Comune e ha chiesto al sindaco di organizzare insieme la fiaccolata. E il Comune ha detto di sì. Anche la città ha detto sì.

La fiaccolata

Piazza Garibaldi alle 20,30, mezz’ora prima della partenza, è già piena. Alle 21 non ci sta più nessuno. Si riempiono anche le strade intorno. Per mettersi in fila al corteo si deve aspettare. Alla fine ci sarà una moltitudine di persone.

In testa ci sono le istituzioni, le forze dell’ordine, i rappresentanti della Chiesa, il cordone della Caritas. Il sindaco, Francesco Persiani, prima della partenza del corteo, ai microfoni conferma quanto detto in questi giorni più volte e cioè che «non c’erano state avvisaglie durante i vari comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica. È questo il fatto che ci ha colpito. C’erano sì la movida e la malamovida ma mai episodi violenti. Possiamo dire che Giacomo era una persona che non doveva morire in questo modo: è una morte ingiusta. La nostra città è in lutto. Bisogna recuperare un senso di civiltà e questa sera (14 aprile) cercheremo di farlo».

Accanto a lui c’è il vescovo che parla di un «senso di comunità che dobbiamo recuperare anche insieme alle famiglie. Per questi giovani che si sono persi e per la città. Abbiamo un clima di guerra e violenza. Adesso abbiamo un’emergenza educativa da affrontare insieme».

Parole e striscioni

In mezzo al corteo un gruppo di ragazzi alza uno striscione con sopra scritto “Giustizia per un eroe dagli occhi blu come te. Mirteto è con te”. Sono i ragazzi di Mirteto, quelli che lo conoscevano bene. Ma ci sono anche tante persone che, Giacomo, non lo hanno mai sentito nemmeno nominare ma sono qui perché «è una storia che tocca tutti noi. Una cosa così grave nella nostra città: adesso fa paura mandate i nostri figli in giro», dice una donna madre di due figli. Con lei ci sono anche le figlie adolescenti. Sono loro, in realtà, che hanno voluto essere presenti. Conosco i ragazzi coinvolti di vista ma non sono qui per quello.

Sono qui perché «abbiamo paura di come sono diventati violenti i nostri coetanei – racconta la figlia 17enne –. Io sono sicura che lui (e indica il fidanzato) non avrebbe ma reagito così». Lei conosce il 23enne coinvolto nella presunta aggressione. Dice che è «un bravo ragazzo. Non me lo spiego come abbia potuto farlo». Tra gli adolescenti di Massa, racconta, non si «parla d’altro in questi giorni». C’è lo stupore di una tragedia troppo vicina, lo sgomento per la morte, la paura del futuro nelle piazze massesi.

Piazza Palma

Il corteo arriva dove tutto è iniziato: piazza Palma. Non c’entrano tutti. Molti rimangono in piazza Aranci, sotto il Comune, nelle strade limitrofe. Si riuniscono intorno al ceppo di fiori depositati sul luogo della morte di Giacomo e appare anche la mamma, che ha seguito in auto. Il vescovo prende il microfono e lancia un appello: «Serve l’impegno di tutti affinché non succeda mai più». Parla anche la cugina di Giacomo Bongiorni, Romina Carso: «Qui – dice – è dove tutto è finito e dove tutto deve riniziare». Parte un applauso, l’Ave Maria e la fiaccolata finisce. Ma ci vorrà almeno un’ora prima che la piazza si svuoti. Sempre nel silenzio.

Qui il racconto della fiaccolata in diretta

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