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La decisione

La Toscana riconosce lo Stato di Palestina: sì del consiglio regionale alla proposta di legge in Parlamento

di Redazione web

	Il presidente della Regione, Eugenio Giani
Il presidente della Regione, Eugenio Giani

Il commento del presidente Giani: «Siamo la prima Regione in Italia a farlo. È un primo passo, ma è un passo vero, che può aprire la strada a un percorso più ampio anche a livello nazionale»

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FIRENZE. È stata approvata dal Consiglio regionale della Toscana la proposta di legge al Parlamento sul riconoscimento dello Stato di Palestina. L'atto ha ricevuto 23 voti favorevoli del Partito Democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle. I consiglieri di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Gruppo Misto-Futuro Nazionale non hanno partecipato al voto pur rimanendo presenti in Aula.

La legge, di iniziativa della Giunta regionale, è costituita da un unico articolo che recita: "L'Italia riconosce lo Stato di Palestina come Stato sovrano e indipendente entro i confini che si conformino alle risoluzioni delle Nazioni Unite e al diritto internazionale".

L'Aula ha accolto all'unanimità l'emendamento presentato dal presidente della Giunta regionale, Eugenio Giani, che chiedeva di togliere i riferimenti alla capitale Gerusalemme Est e ai confini del 1967, contenuti nella prima versione del testo della legge. Respinto invece l'emendamento presentato da Fratelli d'Italia.

Ha commentato il presidente Giani: «Oggi la Toscana ha scelto di parlare con chiarezza e con il cuore. Il Consiglio regionale ha votato la proposta di legge per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Siamo la prima Regione in Italia a farlo. È un primo passo, ma è un passo vero, concreto, che nasce dal confronto democratico e che può aprire la strada a un percorso più ampio anche a livello nazionale. Un atto che parla di pace, di diritto internazionale, di diritti umani. Parla del riconoscimento di un popolo e della volontà di costruire un futuro fondato sulla dignità, sulla giustizia e sulla convivenza tra i popoli. La Toscana, ancora una volta, non resta in silenzio. Sceglie di esserci, di prendere posizione, di tenere viva la speranza».

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