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Superbonus condomini, via ai controlli in Toscana: chi rischia di dover restituire i soldi allo Stato

di Redazione web

	Controlli sul superbonus nei condomini
Controlli sul superbonus nei condomini

L’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova fase di verifiche che potrebbe portare alcuni condomìni a dover restituire una parte dei benefici ottenuti

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Per anni il superbonus 110% è stato percepito come una delle agevolazioni più vantaggiose mai introdotte: interventi di riqualificazione energetica, soprattutto nei condomìni, realizzati senza anticipare un euro grazie alla detrazione maggiorata e allo sconto in fattura. Oggi, però, quel meccanismo rischia di presentare il conto. L’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova fase di verifiche che potrebbe portare alcuni condomìni a dover restituire una parte dei benefici ottenuti. Una prospettiva che sta creando forte preoccupazione tra proprietari e amministratori.

Dai lavori gratis allo spettro dei controlli: cosa sta succedendo

Nella prima fase della misura, il superbonus permetteva di recuperare il 110% delle spese sostenute per interventi come cappotti termici, sostituzione del tetto, impianti di climatizzazione più efficienti e, come lavori trainati, infissi, caldaie e termosifoni. Fino all’inizio del 2023 era possibile anche lo sconto in fattura, rendendo di fatto i lavori completamente gratuiti per i proprietari. Ora, a distanza di anni, il Fisco sta verificando la correttezza delle operazioni. In un primo momento i controlli si sono concentrati sui proprietari che non avevano aggiornato la rendita catastale dopo i lavori. Dal 2024, però, l’attenzione si è spostata sui condomìni e su un aspetto tecnico molto delicato.

Il nodo dei general contractor: dove nasce il problema

Molti condomìni hanno affidato l’intero pacchetto dei lavori a un general contractor, una ditta incaricata di coordinare l’intervento e di subappaltare le singole lavorazioni a idraulici, elettricisti, imbianchini e altre imprese specializzate.

Il meccanismo è perfettamente legale, ma ha un punto critico: se il general contractor ha fatturato al condominio un importo complessivo più alto rispetto a quanto poi effettivamente pagato alle ditte esecutrici, la differenza non è considerata agevolabile. Ed è proprio questa discrepanza che l’Agenzia delle Entrate sta iniziando a contestare.

Cosa rischiano i condomìni

Se dai controlli emergono importi non giustificati o non coerenti con i lavori realmente eseguiti, il Fisco può chiedere la restituzione della parte di agevolazione ritenuta indebita.

Il recupero può riguardare:

  • detrazioni già utilizzate
  • crediti ceduti
  • sconti in fattura applicati negli anni passati

E la responsabilità non ricade sul condominio come entità astratta, ma su ogni singolo condomino, in proporzione alla propria quota.

Controlli già avviati in tre regioni

Le verifiche approfondite sono partite in:

  • Emilia‑Romagna
  • Toscana
  • Veneto

Ma nulla esclude che l’attività ispettiva venga estesa al resto d’Italia nei prossimi mesi.

Un contenzioso destinato a crescere

Il superbonus è nato per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ma la complessità delle regole e l’uso massiccio del general contractor stanno generando un contenzioso sempre più ampio. Molti condomìni, convinti di aver agito correttamente, potrebbero trovarsi ora a dover dimostrare la piena legittimità delle spese sostenute.

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