Soldi e novità
In Toscana il disastro del generale Vannacci, Andrea Crippa: «Lealtà non ricambiata»
Parla il commissario chiamato a gestire il partito in regione dopo la débâcle: «Se le persone indicate da Vannacci oggi decidono di cambiare strada, per coerenza dovrebbero dimettersi»
“Veni, vidi, distrussi”. Le parole attribuite a Giulio Cesare da Plutarco si prestano bene - rivisitate - alla parabola leghista in Toscana del generale e appassionato di storia militare Roberto Vannacci. Al posto del “vici” (vinsi) rimane la distruzione del consenso di un partito, la Lega, passato dal 21,7% alle regionali 2020 e arrivato, sotto il coordinamento del suo ormai ex vicesegretario, al 4,3% dello scorso anno. Vannacci va via, fonda Futuro Nazionale e porta con sé l’unico consigliere eletto in Regione, Massimiliano Simoni. Così la Lega sparisce dal consiglio regionale.
La remigrazione vannacciana è compiuta. Il viaggio con il Carroccio finisce qui. E forse non è mai cominciato. Un’avventura da separati in casa: l’uno, il generale, attratto dalla legittimazione offerta dalla candidatura a Bruxelles da una Lega esangue e in cerca di voti; gli altri, i leghisti, sedotti dall’indiscutibile abilità mediatica e comunicativa dell’uomo che ha trasformato una raccolta di luoghi comuni destrimani in un libro di successo (“Il mondo al contrario”) e poi in voti. Tanti voti. Da lettori a elettori. Il territorio non l’ha mai amato e lui, il generale, non se n’è mai fatto un cruccio. La sfida con Susanna Ceccardi, fino a quel punto zarina indiscussa in Toscana, la vinse. Listino bloccato per Simoni, suo fedelissimo, epurazioni e marginalizzazione di nomi forti e radicati nel partito. Assieme a Vannacci remigrerà sicuramente Edoardo Ziello, deputato pisano, da mesi autore di post che trasudano devozione febbrile alla causa. E qualche consigliere comunale. Ma la Lega toscana dovrà ricostruirsi (non da zero) e di questo futuro incerto, oltre agli errori del passato, abbiamo parlato con il commissario mandato in Toscana da Matteo Salvini, il deputato Andrea Crippa.
Onorevole Crippa, di sicuro Vannacci non vi ha presi di sorpresa. Lo avete visto arrivare, diciamo così.
«Non riesco davvero a comprenderne il motivo. Nel giro di 48 ore arriverà il decreto Sicurezza, con maggiori garanzie per le forze dell’ordine e più sicurezza per i cittadini; sono stati affrontati temi come il divieto dei coltelli ai minorenni e il blocco del Mercosur. Tutto ciò che avevamo detto e fatto, anche insieme, è stato rispettato. Io stesso, da vicesegretario, quattro mesi fa ho fatto un passo di lato per consentirgli di diventare vicesegretario del partito, dopo appena un mese da militante. Gli sono stati riconosciuti fiducia e il valore dei voti ottenuti. Va detto che molti voti di quelli che ha preso Vannacci alle elezioni europee sono di elettori della Lega. Questo senso di lealtà, però, non è stato ricambiato. Fondare un nuovo partito significa tradire il mandato ricevuto dagli elettori. Per coerenza, chi compie questa scelta dovrebbe lasciare anche lo scranno ottenuto con il simbolo del partito. D’altronde, se è vero che i generali sono persone valorose, lo sono anche perché sanno essere leali».
Ritiene concreta la possibilità che altri esponenti toscani (eletti o dirigenti) decidano di seguire Vannacci, e quali azioni immediate state prendendo per limitare eventuali defezioni?
«In Toscana, quando sono arrivato, gli iscritti erano circa 1.200, oggi sono oltre 3.000. È un risultato importante, frutto non del mio lavoro ma di quello della squadra e dell’ex segretario Luca Baroncini. In Toscana non ci sarà alcun contraccolpo significativo, al netto di qualche fisiologica fuoriuscita, anche di singoli casi come Simoni o altri. La Lega è già pienamente impegnata sul territorio per costruire liste forti e competitive: a Prato, Arezzo, Cascina, Viareggio, Sesto Fiorentino e in molti altri comuni. La Lega è il partito più longevo nella storia della Repubblica e ha già attraversato momenti ben più difficili di questo. Fuori dal centrodestra non c’è futuro: chi sceglie altre strade finisce per fare oggettivamente il gioco di Renzi, di Macron e Soros».
Ora che rimarrete senza consiglieri regionali si può dire che è stato un errore per la Lega candidare Vannacci?
«Noi siamo persone leali e ci fidiamo della parola data. Non credo sia stato un errore. Basta rileggere il discorso pronunciato da Vannacci a Pontida: lì si affermava chiaramente l’appartenenza alla Lega e la condivisione dei valori di questo partito. Proprio per questo abbiamo dato spazio e opportunità, anche all’interno delle liste, alle persone da lui indicate. Se oggi quelle stesse persone decidono di cambiare strada, per coerenza dovrebbero lasciare gli incarichi ottenuti con il simbolo della Lega».
Si riferisce a Simoni e Ziello?
«A chi deciderà di lasciare la Lega essendo stato eletto con i suoi voti».
In Toscana quale sarà il suo approccio nei confronti di Vannacci: tentativo di ricomposizione o linea netta di separazione?
«Noi andiamo avanti sulle nostre priorità. La sicurezza prima di tutto; un’economia che favorisca chi lavora e produce ma oggi paga troppe tasse; la flat tax e la pace fiscale; la riforma della giustizia, che anche grazie alla Lega e al referendum porterà a un miglioramento concreto del sistema. Continueremo a occuparci dei nostri temi senza perdere tempo dietro a chi sceglie percorsi diversi o tenta di dividere il centrodestra».
Nessuna alleanza futura?
«Chi esce dalla Lega e dal centrodestra fa una scelta chiara: non può poi pensare, domani, di rientrare chiedendo spazi o incarichi. Allo stesso modo, chi decide di fare opposizione al governo da fuori non può pretendere di avere posti o riconoscimenti all’interno della maggioranza».
