Il Tirreno

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Il corteo

Massa, migliaia in piazza con la Cgil per dire no alla repressione del dissenso: «La protesta non è un reato»

di Barbara Antoni
Un momento della manifestazione (foto Cuffaro)
Un momento della manifestazione (foto Cuffaro)

Le voci dalla manifestazione: «Solidali con le 37 persone finite sotto inchiesta per la mobilitazione pro Gaza»

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MASSA. Nel capoluogo apuano blindato da massicce misure di sicurezza, va in scena la manifestazione contro la “repressione del dissenso” organizzata in meno di due settimane dalla Cgil regionale. Una risposta pacifica e poderosa – circa diecimila presenze secondo il sindacato, quattromila per la prefettura – in risposta alla misura giudiziaria spiccata a carico di 37 partecipanti alla manifestazione del 3 ottobre 2025 quando – in pieno clima di indignazione per il genocidio perpetrato a Gaza e per il respingimento degli aiuti umanitari che viaggiavano a bordo delle imbarcazioni della Flotilla – a Massa si svolse una giornata di mobilitazione: al mattino il corteo che sfilò nelle strade cittadine per confluire sui binari della stazione; nel pomeriggio la seconda tranche della protesta, al casello autostradale di Massa.

Per la prima delle due manifestazioni del 3 ottobre scorso a Massa, 37 manifestanti hanno ricevuto, a inizio gennaio, un avviso di indagine (per la maggioranza sindacalisti Cgil e Usb, personalità locali della sfera politica e intellettuale di sinistra): a loro sono stati contestati «a vario titolo e in concorso, reati connessi con l'interruzione del pubblico servizio ferroviario, l'ostacolo alla circolazione dei treni e lo svolgimento della manifestazione con disagi al traffico ferroviario regionale sulla Pisa-La Spezia». Altri manifestanti, tra cui diversi studenti, hanno ricevuto multe di circa trecento euro. Il caso, scoppiato il 10 gennaio con la notizia degli avvisi di indagine, ha fatto scalpore: quella di Massa è stata la prima piazza italiana colpita dagli avvisi scaturiti dalla normativa del decreto sicurezza.

Immediata la risposta di Cgil, Usb, del mondo politico di sinistra e centrosinistra: sdegno per le misure adottate, solidarietà alle persone colpite. Ieri, sabato 24 gennaio, le parole si sono materializzate in quello che le immagini raccontano: una folla pacifica di persone giunte da tutta la Toscana, da Emilia Romagna, Lombardia, Liguria e Sardegna, che hanno raggiunto Massa per ribadire quello che gli organizzatori della manifestazione hanno subito messo nero su bianco: «Il dissenso non si può reprimere, né criminalizzare. La protesta non è reato».

Punto di ritrovo alla stazione ferroviaria. La pioggia del mattino non è stata d’ostacolo. I manifestanti sono arrivati alla spicciolata: chi sugli almeno quaranta autobus organizzati dalla Cgil, chi utilizzando il treno o mezzi propri. Bandiere, musica, striscioni le uniche “armi” utilizzate dalla Cgil per questa mattinata di lotta.

Il lungo corteo ha percorso viale IV Novembre per avvicinarsi e raggiungere il centro città, fino in piazza Aranci dove, davanti a Palazzo Ducale sede della Provincia, si è svolto il comizio finale. Tra le personalità politiche presenti i deputati Emiliano Fossi del Pd e Riccardo Ricciardi dei Cinquestelle, la sindaca di Carrara Serena Arrighi, Dario Danti segretario regionale SI, l’assessora regioniale Alessandra Nardini, i consiglieri regionali Pd Gianni Lorenzetti, Simona Querci, Serena Spinelli, Massimiliano Ghimenti consigliere regionale Avs, molti sindaci.

«La vera posta in palio è l’essenza della Costituzione. Non staremo zitti», ha detto Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana, per poi annunciare che da domani il sindacato aprirà una sottoscrizione per coprire le spese giudiziarie delle persone colpite dagli avvisi. «Da questa piazza si alza un vento di cambiamento – le parole di Nicola Del Vecchio, segretario generale Cgil Massa-Carrara –. Continuiamo a essere quell’equipaggio di terra che in quei giorni è sceso in piazza a fianco delle fragili imbarcazioni che hanno attraversato il mare». I disordini temuti non ci sono stati: quasi tutti i negozi erano chiusi, ma a bordo strada erano tanti i curiosi a osservare il corteo. Una paura svanita nella pioggia di cuori rossi lanciati in aria da un musicista della Zastava Orkestar che accompagnava i manifestanti.

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