Assegno unico e universale, il calendario del 2026 – Le date
Ecco quando l’Inps erogherà la prestazione e quali sono i requisiti per ottenerlo: tutti i dettagli
L’Inps ha ufficializzato il calendario dei pagamenti dell’Assegno unico e universale per i figli a carico (Auu) relativi all’anno 2026.
Le date
Le prestazioni in corso di godimento che non hanno subito variazioni sono accreditati secondo il seguente calendario: 21-22 gennaio; 19-20 febbraio; 19-20 marzo; 20-21 aprile; 20-21 maggio; 18-19 giugno; 20-21 luglio; 18 -19 agosto; 21-22 settembre; 21-22 ottobre; 19-20 novembre; 16-17 dicembre.
Il pagamento della prima rata della prestazione è effettuato, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione della domanda. Nella stessa data sono accreditati gli importi delle rate in cui l’Assegno unico e universale è stato oggetto di un conguaglio.
Di cosa parliamo
Come spiega l’Inps, l’Assegno unico e universale è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico attribuito per ogni figlio: fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni); senza limiti di età per i figli disabili. L’Assegno unico e universale spetta alle famiglie in cui ricorrono le seguenti condizioni: per ogni figlio minorenne a carico (per i nuovi nati decorre dal 7° mese di gravidanza); per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, che frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, o un corso di laurea; svolga un tirocinio o un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui; sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego; svolga il servizio civile universale; per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.
Alle famiglie che al momento della domanda siano in possesso di Isee valido, l’Assegno è corrisposto in base alla corrispondente fascia Isee. L’importo commisurato al valore dell’Isee è corrisposto con decorrenza retroattiva con tutti gli arretrati, anche a coloro che al momento della presentazione della domanda non siano in possesso di Isee, ma per i quali l’Isee sia successivamente attestato entro il 30 giugno.
Le cifre
L’Assegno unico per i figli a carico, poiché è una misura “universale”, può essere richiesto anche in assenza di Isee o con Isee superiore alla soglia di 45.939,56 euro. In tal caso, saranno corrisposti gli importi minimi previsti dalla normativa. L’importo dell’Assegno viene determinato in base all’Isee eventualmente presentato del nucleo familiare del figlio beneficiario, tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi.
In particolare, è prevista: una quota variabile progressiva (da un massimo di 201 euro per ciascun figlio minore con Isee fino a 17.227,33 euro a un minimo di 57,5 euro per ciascun figlio minore in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 45.939,56 euro). Gli importi per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di: nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo); madri di età inferiore a 21 anni; nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro; figli affetti da disabilità; figli di età inferiore a un anno; figli di età compresa tra 1 e 3 anni per nuclei con tre o più figli e Isee fino a 45.939,56 euro.
