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Criptovalute e franchigie più alte, tutte le novità dell’Isee 2026

di Libero Red Dolce

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(foto di repertorio)

Più controlli su ricchezza finanziaria e conti esteri con le nuove regole: ci saranno correttivi per le famiglie numerose e l’esclusione dei titoli di Stato

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L’Isee 2026 (Indicatore della situazione economica equivalente, usato per avere prestazioni e servizi sociali) cambia. Non tanto nella documentazione che le famiglie dovranno presentare per rinnovarlo, quanto sul piano dei conteggi.

Le novità fondamentali previste dall’ultima legge di bilancio sono tre: i maggiori controlli su criptovalute e conti esteri, le franchigie su prima casa e famiglie numerose, la proroga dell’esclusione dall’Isee per gli immobili distrutti o inagibili. Le novità dunque interessano sia il patrimonio mobiliare, grazie all’estensione della platea di beni considerati e all’inclusione di forme di ricchezza finora poco tracciabili, sia il patrimonio immobiliare, mediante l’innalzamento delle franchigie sull’abitazione principale e la proroga delle esenzioni per gli immobili danneggiati da eventi calamitosi. Vediamole nel dettaglio.

Criptovalute e conti esteri

«Ci saranno controlli maggiori su criptovalute, conti esteri e rimesse di denaro verso l’estero. Non che precedentemente non andassero dichiarati, ma quello che cambia sono i controlli che l’Inps può andare a fare su ciò che fino a oggi non veniva controllato. Fino a oggi arrivavano delle difformità, ad esempio, se non erano stati dichiarati dei conti italiani o delle carte prepagate o conti deposito», spiega Valentina Marchetti, del Caf Acli di Firenze. Inps potrà fare affidamento su maggiori informazioni. «L’istituto potrà fare affidamento su maggiori banche dati, finora controllava quella dell’Agenzia delle Entrate, oggi potrà utilizzare l’ufficio del registro automobilistico e l’anagrafe dei comuni». L’obiettivo è potenziare la capacità dell’Isee di individuare ricchezze liquide o facilmente trasferibili, spesso escluse dai controlli ordinari perché detenute all’estero o in formato digitale. Quello che toccherà invece più da vicino le famiglie, presumibilmente, riguarda però il patrimonio immobiliare.

La franchigia più alta

«Per quel che riguarda i fabbricati si va a inserire il valore degli immobili, utilizzando non il valore di mercato ma il criterio a fini Imu. Sostanzialmente la rendita catastale rivalutata per il 5% per 160. Questo è il calcolo. Per quel che concerne il contribuente, a lui spetta portare una visura catastale, un contratto di compravendita o la dichiarazione dei redditi da cui si evince la rendita», spiega Marchetti.

Ma cosa cambia nello specifico? «Quello che cambia quest’anno è che per la prima casa, quella in cui si ha la residenza, è aumentata la franchigia che passa da 52.500 euro dell’anno scorso a 91.500 euro. E sale fino a 120.000 euro per i nuclei familiari residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane, come Firenze, Milano, Roma, Bologna e così via», chiarisce Marchetti. Fondamentalmente c’è la possibilità di avere un abbattimento maggiore e di conseguenza un Isee probabilmente più basso.

«Magari non sono valori che stravolgeranno la vita – puntualizza l’esperta – ma all’interno di un nucleo familiare che percepisce l’assegno unico magari quei 1000-2000 euro di valore Isee inferiore possono permettere di avere qualche decina di euro in più tutti i mesi sull’assegno unico. Oppure per alcuni questo cambiamento può determinare la possibilità di percepire o meno i vari bonus sociali». A questo aumento della franchigia si aggiunge una maggiorazione di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo. La novità, rispetto alla normativa precedente, «è che l’incremento scatta ora dal secondo figlio e non più dal terzo», come spiega Marchetti. «Tutto ciò ha rilevanza finché non si ha un mutuo. Quello che è il valore dell’immobile è al netto del mutuo residuo. Faccio un esempio: se ho un immobile, ed è il mio immobile di residenza, che vale 150mila euro ai fini Isee e ho un mutuo di 200mila, già si abbatteva del totale. La novità sulla franchigia quindi vale per le famiglie che non hanno un mutuo residuo».

Infine, la manovra modifica la scala di equivalenza, rafforzando le maggiorazioni per i nuclei con figli: 0,10 con due figli, 0,25 con tre, 0,40 con quattro e 0,55 con cinque o più. La novità principale è l’introduzione, per la prima volta, di una maggiorazione per le famiglie con due figli; le altre aumentano di 0,05 punti, migliorando l’accesso a bonus e agevolazioni.

Immobili distrutti o titoli di Stato

«Viene prorogata per il 2026 l’esclusione dall’Isee per immobili distrutti o inagibili, cosa che precedentemente invece veniva calcolata, ma dal 2025 era stato escluso», aggiunge Marchetti. La norma in sostanza conferma che tali beni non concorrono al calcolo del patrimonio immobiliare.

E infine c’è l’esclusione di Bot e titoli di Stato. «Anche questa non è una novità di quest’anno, ma potrebbe avere impatto nel 2026. Nel 2025 era già in legge di bilancio, ma prima di potere elaborare la Dsu passano 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta. Tutti i nuclei familiari che avevano necessità di fare Isee subito non hanno potuto escludere Bot, Btp, Buoni fruttiferi e/o libretti postali. Chi non ha utilizzato questa misura nel 2025, potrà farlo quest’anno», conclude Marchetti.

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