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Elezioni in Toscana, Giani conferma: «Voto il 12 ottobre». Candidatura ancora congelata

Elezioni in Toscana, Giani conferma: «Voto il 12 ottobre». Candidatura ancora congelata

Conte e i 5 Stelle chiedono discontinuità con il passato, direzione regionale attesa per il 29

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FIRENZE. Dal «Macché passo indietro?» a «Confermo, si vota il 12 ottobre» è un attimo. Non sono passate 48 ore dal riallineamento al proprio partito – il Pd nazionale e regionale – dell’aspirante ricandidato Eugenio Giani, con la promessa di rimettersi alla volontà della segretaria Elly Schlein in attesa di finalizzare le alleanze con il M5s in tutte le regioni al voto, che il presidente toscano convoca una singolare conferenza stampa. Vuole presentare un atto di ordinaria amministrazione, vale a dire le spese che la Regione sosterrà, per legge, per allestire i seggi nei comuni, stampare i registri, attaccare i manifesti. Per la cronaca, 11,5 milioni di euro.

A memoria, roba sempre rimasta chiusa nelle delibere, di non stringente interesse generale. La conferenza va letta piuttosto come l’occasione, per Giani, per piantare definitivamente un paletto sulla data delle elezioni: il 12 ottobre. Il presidente l’aveva già aveva annunciata, ma lo stallo nell’ufficializzare la sua candidatura rischiava, per lui, di farla slittare a novembre, dando tempo al Pd e al M5s per terminare le trattative. Una grana per Giani, che ha tutto l’interesse a chiudere il prima possibile la partita.

Ai giornalisti che gli chiedono se il 12 ottobre sia una data scritta sulla pietra o se possa essere rettificata, il presidente risponde: «Per noi è la data delle elezioni. Se poi la conferenza delle Regioni arrivasse a un election day, se il governo prevedesse per legge delle procedure diverse, è evidente che ci rimetteremmo a quello. Ma agiamo in base a quello che abbiamo programmato. E ritengo molto probabile che non ci sia nulla da modificare». Giani prevede «per Ferragosto» di firmare il decreto di scioglimento dell’assemblea legislativa e di indizione dei comizi elettorali «anche perché – ha aggiunto – a quel punto si entra in ordinaria amministrazione e abbiamo la scadenza di una ventina di provvedimenti. Cerchiamo di approvarne in più possibile».

Candidato congelato

Il punto resta la sua ancora non ufficializzata candidatura. A chi gli chiede come si sente da “candidato congelato”, risponde con una battuta: «Bene, visto il caldo che fa». E “bene”, forse, anche per una ritrovata, così dichiara chi c’era, serenità con il Pd toscano. Martedì sera a Firenze si è tenuta la riunione con i membri della segreteria toscana. «È stata molto proficua – dice il segretario regionale Emiliano Fossi – Abbiamo ribadito la necessità di costruire un percorso unitario importante che provi, ma soprattutto riesca, a superare le incomprensioni delle ultime settimane».

E annuncia: «Riprenderemo prestissimo gli incontri con i rappresentanti delle forze politiche con le quali abbiamo già gettato le basi per formare una coalizione di centrosinistra solida, rispettando l’iter che porterà alla scelta del candidato presidente e alla formulazione del programma».

La direzione regionale, attesa per la fine di questa settimana, dovrebbe slittare a fine mese, «presumibilmente il 29», dice Fossi.

Il Pd nazionale intanto lavora «assiduamente, giorno per giorno, sulle alleanze regionali per costruire alleanze più inclusive, più competitive», ripete Schlein. E proprio gli alleati ieri si sono fatti sentire.

«Non abbiamo mai posto un problema personale su Giani, abbiamo sempre posto un problema politico», dice il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che auspica «una maggioranza larga con al centro il cuore dell’alternativa Avs, Pd, M5s» ma «servono elementi di discontinuità che si costruiscono con la politica».

Da Italia Viva, «in Toscana non mi pare un grande problema», dice Matteo Renzi.

Discontinuità la chiede il leader del M5s Giuseppe Conte: «Noi veniamo da un’opposizione al quinquennio di Giani e abbiamo chiesto dei forti segnali di rinnovamento. Adesso valuteremo se questi segnali arrivano, alla luce anche dei confronti che stanno facendo all’interno del Pd. Perché è una questione innanzitutto giocata all’interno del Pd».  

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