Il Tirreno

Toscana

Il caso

Marina di Carrara nell’Adsp livornese, no degli operatori locali

di Maurizio Campogiani
Marina di Carrara nell’Adsp livornese, no degli operatori locali

Quattro terminalisti operanti sia nel porto di La Spezia che in quello di Marina di Carrara bocciano senza appello l’emendamento presentato dalla Lega al DL Infrastrutture secondo il quale tutti i porti della Toscana dovrebbero far parte di un unico ente

3 MINUTI DI LETTURA





Ai terminalisti che operano all’interno dell’Adsp del Mar Ligure Orientale non piace l’idea dello spacchettamento dell’ente con sede a La Spezia e il conseguente trasferimento del porto di Marina di Carrara nell’autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale. L’ipotesi, avanzata da un emendamento presentato da alcuni parlamentari della Lega rispetto al Decreto Infrastrutture, viene bocciata senza appello dai gruppi Dario Perioli, F2i Holding Portuali, Gruppo Grendi e Gruppo Tarros che hanno messo nero su bianco tutte le loro perplessità e preoccupazioni, sottolineando che l’emendamento al DL Infrastrutture ”potrebbe compromettere lo sviluppo raggiunto dai porti di La Spezia e di Marina di Carrara negli ultimi anni, con effetti su tutto l’assetto operativo e competitivo dell’intero cluster portuale del Mar Ligure orientale”.

Diversi gli aspetti secondo i quali, per i quattro terminalisti, la proposta non deve essere considerata. Il primo riguarda l’ormai consolidata integrazione di Marina di Carrara all’interno dell’ente ligure che, a loro giudizio, ha portato sin dall’inizio ad un significativo incremento dei traffici, triplicati fino a raggiungere 5,5 milioni di tonnellate annue, e ad investimenti per 95 milioni di euro, di cui 57 finanziati con fondi propri dell’Adsp.

Vengono poi evidenziate, in secondo luogo, le sinergie operative e le complementarietà merceologiche. “La collaborazione tra gli operatori dei porti di La Spezia e Marina di Carrara- spiegano - ha permesso da una parte la diversificazione e specializzazione dei traffici con categorie merceologiche e mercati complementari, dall’altro l’avvio di nuove attività, come il project cargo e il traffico Ro-Ro. Inoltre le sinergie operative e la prossimità geografica tra i due scali hanno permesso di rendere maggiormente competitiva tutta la logistica retroportuale, di fatto consolidando la posizione strategica dei due porti nel sistema logistico nazionale. Da sottolineare anche l’attenzione allo sviluppo dei traffici intermodali con collegamenti ferroviari di cui La Spezia è leader e dove anche Marina di Carrara, di conseguenza, sta traendone beneficio aumentando le proprie quote, in un’ottica strategica condivisa di positivo impatto ambientale e sociale”.

Da non trascurare, per i gruppi Dario Perioli, F2i Holding Portuali, Gruppo Grendi e Gruppo Tarros, le ricadute occupazionali. Viene infatti sottolineato che l’attuale assetto amministrativo ha garantito crescita e sicurezza per i lavoratori e le imprese operanti nel porto. “Le incertezze derivanti da cambiamenti gestionali – aggiungono - potrebbero produrre effetti negativi su modelli ben consolidati la cui programmazione pluriennale richiede stabilità e certezza delle regole amministrative”.

I quattro operatori rilevano infine che sia auspicabile come decisioni di tale rilevanza vengano adottate attraverso un adeguato dibattito pubblico per il quale le parti interessate si rendono disponibili a dare il loro contributo e chiedono quindi di garantire un processo decisionale partecipato, che tenga conto delle esigenze degli operatori del settore che tanto stanno investendo per lo sviluppo dei traffici di questo sistema portuale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Tragedia in Versilia

Il caso choc

Camaiore, uccide a colpi di fucile la moglie e il figlio di 24 anni: «Mi sono liberato di loro» – Video

di Gabriele Buffoni

Video

Duplice omicidio in Versilia: la testimonianza di una vicina di casa