Trovato morto a 17 anni a Campi Bisenzio, gli ultimi momenti dentro la discoteca e un indizio nelle telecamere
Il direttore del Glass Globe: «Non era un cliente abituale. Escludo una lite dentro al locale»
CAMPI BISENZIO. «Sì, ieri sera quel ragazzo era a ballare qui da noi. Gli addetti alla sicurezza se lo ricordano bene perché aveva una bella “cesta” di capelli, come quella di Simoncelli per intendersi».
Andrea Ceri è il direttore del Glass Globe, la discoteca nella quale Maati Moubakir ha passato la sua ultima serata. Ieri mattina i carabinieri lo hanno prelevato nella sua abitazione, lo hanno riportato nel locale e si sono fatti consegnare le registrazioni delle 16 telecamere di sorveglianza per capire se ci sia stata una lite dentro il locale prima di quella che è risultata fatale al diciassettenne, il cui corpo senza vita è stato ritrovato a 300 metri di distanza.
Il titolare del locale: "Non c'erano coltelli dentro"
«Posso assicurare che dentro il locale non è successo niente di particolare – dice Ceri – Tanto che alla fine della serata ho detto agli altri: “Avete visto, c’è stata tanta gente ma non è successo nulla”. Escludo anche che siano entrati coltelli. All’ingresso abbiamo cinque addetti alla sicurezza e anche una donna per le perquisizioni alle ragazze, oltre a un metal detector. I ragazzi fanno casino, ma quando c’è tanta gente di solito non succede nulla».
Sabato sera al Glass Globe di Campi Bisenzio c’erano tra le 500 e le 600 persone. Intorno alle 2,30 c’era ancora qualcuno fuori in fila e il direttore ha deciso di non far entrare più nessuno. Di lì a un’ora o poco più il locale avrebbe chiuso.
Gli ultimi momenti in discoteca
«A sentire gli addetti alla sicurezza, quel ragazzo era tranquillo, rideva e scherzava, non era di quelli che davano particolari problemi – dice ancora Ceri – Non era un cliente abituale, veniva una volta ogni tanto. Quello che è successo dopo che è uscito non possiamo saperlo, ma ripeto, dentro al locale non abbiamo notato nulla di particolare».
La discoteca di via Verdi è l’ultimo locale a chiudere a Campi Bisenzio. Di solito i buttafuori allontanano i ragazzi dall’ingresso dopo la chiusura per non dare fastidio ai residenti. I giovani allora si spostano davanti alla scuola media Matteucci di via Buozzi, a poche decine di metri da dove è stato trovato il corpo senza vita di Maati. E qui allungano la serata fino a tardi, tra alcol e qualche “canna” fino a quell’alba che Maati stavolta non ha potuto vedere.
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