Il Tirreno

Toscana

La ricerca

Toscana, per i giovanissimi è sempre più facile trovare droghe: e aumenta l'uso di psicofarmaci senza prescrizione

di Barbara Antoni
Toscana, per i giovanissimi è sempre più facile trovare droghe: e aumenta l'uso di psicofarmaci senza prescrizione

Uno studente su tre tra i 15 e i 19 anni ha usato sostanze illegali e fumato tabacco

10 luglio 2024
4 MINUTI DI LETTURA





Un giovanissimo toscano su tre (fra i 15 e i 19 anni) nel corso della sua breve vita ha assunto almeno una sostanza illegale, fra cannabis, oppiacei, cocaina, stimolanti, allucinogeni. Leggermente di più i maschi (34%) rispetto alle femmine (33,4); in maggioranza hanno usato la cannabis. E c’è una percentuale importante che si è avvicinata a stimolanti (5,7% la media), allucinogeni (3,9), cannabinoidi sintetici (7,1). Il 42% si è già ubriacato, mentre il 18% ha usato psicofarmaci senza prescrizione medica. Dati che non sono solo toscani, però, ma pressoché in linea con i rilievi a livello nazionale: in Italia, nel 2023, sono stati quasi 360.000 gli studenti minorenni che hanno consumato almeno una sostanza illegale, pari al 23% dei minorenni scolarizzati, confermando «il trend crescente osservato nel post pandemia».

Si tratta dei dati raccolti ed elaborati dal Cnr per la relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia (relativi all’anno 2023). «Lo studio – spiega la dottoressa Sabrina Molinaro, direttrice di ricerca presso l’istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa – è stato condotto nelle scuole superiori. I ragazzi vengono contattati a scuola, durante le ore di lezione sulla prevenzione. L’insegnante inserisce il progetto di ricerca nell’offerta educativa della scuola». Per rispondere alle domande, «i ragazzi – prosegue la spiegazione – si collegano a una piattaforma attraverso il telefonino. In Italia hanno partecipato all’indagine 15.000 studenti; in Toscana le scuole partecipanti sono state quaranta».

Può accadere che qualcuno degli studenti interpellati dia risposte non corrispondenti alla verità, ma è facile per i ricercatori individuarli. «Vengono eliminati i risultati incoerenti – sottolinea la dottoressa Molinaro –; di solito quando raccontano balle, sovrastimano il dato nelle risposte, è facile individuarli. «Lo studio esiste dal 1995 – prosegue –; io, personalmente, me ne occupo dal 2001. In principio raccoglievamo questionari cartacei compilati a mano e quando non avevano voglia di rispondere trovavamo disegnini, mettevano crocette da tutte le parti. Oggi, col sistema digitale, si annoiano di più ad arrivare fino alla fine. Siamo consapevoli che per le scuole partecipare allo studio è un aggravio in più, sono stanche e sempre più restie, anche perché hanno tanti progetti da seguire. Io infatti le invito a lasciar perdere studi fai-da-te».

Fenomeno in salita

Dal 28,3% del 2011 al 33,7% del 2023: in questa fascia temporale è aumentata di cinque punti l’incidenza percentuale dei giovani dai 15 ai 19 anni venuti in contatto con sostanze illegali, alcol, tabacco e gioco d’azzardo. Anche se nel corso degli anni si sono registrate punte ancora più alte: come il 34,5% del 2015, il 38,6 del 2017 e il 36,1 del 2018. L’alcol rappresenta una costante, sempre a livelli molto alti: solo nel 2021 si è registrata una soglia di utilizzatori sotto l’ottanta per cento (76,2). In parallelo, è cresciuto l’utilizzo di psicofarmaci senza prescrizione: trovati in casa perché un familiare adulto ne fa uso, o reperiti sui circuiti illegali del web. Nel corso del 2023, secondo la relazione, psicofarmaci non prescritti sono stati assunti da 170.000 minorenni nel corso dell’anno, la prevalenza più alta mai registrata, con una diffusione più che doppia tra le ragazze: in toscana li hanno assunti il 16,9% delle ragazze e il 6,4 dei ragazzi (a livello nazionale, rispettivamente, il 16 e il 6,7).

Sostanze psicoattive

Nel corso del 2023, il sistema Nazionale di Allerta Precoce (Snap) ha individuato e identificato 70 nuove sostanze psicoattive circolanti sul territorio italiano, appartenenti a varie categorie: catinoni (20%), arilcicloesilammine (16%), cannabinoidi sintetici (13%) e benzodiazepine (11). La diffusione di queste sostanze, si spiega nella relazione, «crea allarme tra gli operatori del settore, essendo composti sintetici facilmente manipolabili risultano difficili da rilevare e, non essendo immediatamente classificati nelle liste delle sostanze vietate dalla legge, sfuggono spesso ai controlli». Invece, si sottolinea, si tratta «di sostanze pericolose e potenzialmente letali».

Droghe più pure

Un aspetto che emerge dalla relazione è poi quello dell’aumento di purezza di alcune sostanze conosciute, sia nei derivati della cannabis ma anche per cocaina base (crack) che dal 2017 al 2023 sale di trenta punti percentuali (dal 57 all’87%). Nel corso del 2023 sono aumentate le richieste di presa in cura ai SerD per cocaina-crack (da 51 al 55%).

Famiglie e prevenzione

Uno studio pilota riguarda le percezioni e competenze dei genitori in merito alle sostanze: dati raccolti fra marzo e aprile 2024 al quale hanno partecipato 4.900 genitori di studenti fra 9 e 14 anni. I genitori intervistati (per il 76% madri) si sono dichiarati capaci di riconoscere nei figli i sintomi del consume di alcol, derivati del tabacco, più della metà anche dei cannabinoidi, mentre meno di metà dei partecipanti all’indagine non sa riconoscere i sintomi dell’uso di altre sostanze psicoattive illegali. Rispetto al consumo di cannabinoidi, in particolare, c’è tolleranza da parte dei due quinti dei genitori intervistati, che permettono ai figli minorenni di fumare tabacco e sigaretta elettronica, mentre ritiene che il consumo dei cannabinoidi «va contestualizzato prima di essere giudicato». Il consumo di altre sostanze è considerato intollerabile da quasi il 90% degli intervistati. I padri risultano i più permissivi. Chi ha un elevato titolo di studio è mediamente più tollerante verso alcol e cannabinoidi, intollerante verso tabacco e sigarette elettroniche.
 

Primo piano
Ambiente

«No alla nuova funivia»: rivolta contro l’ecomostro sull’Appennino tosco-emiliano. I motivi della protesta

di Cristiano Marcacci
Sport