Il Tirreno

Toscana

Meteo

Allerta gelate fuori stagione, in Toscana a rischio oliveti e vigneti

di Martina Trivigno
Allerta gelate fuori stagione, in Toscana a rischio oliveti e vigneti

Dopo un periodo di caldo record, le temperature crollano all’improvviso. Antichi (Unipi): «I raccolti ne risentiranno in termini di quantità e qualità»

3 MINUTI DI LETTURA





È allerta massima per l’agricoltura. Dopo un periodo di caldo record, il crollo della colonnina di mercurio arriva all’improvviso, dopo che le temperature primaverili avevano favorito l’esplosione delle fioriture e fatto spuntare i primi frutti. Ora nelle campagne toscane la paura è che i raccolti vengano danneggiati in modo irreparabile da gelate tardive. Intanto nevica all’Abetone e in Garfagnana, ma il freddo si fa sentire anche in città, costringendo i toscani a tirare di nuovo fuori il cappotto dall’armadio. Sì, perché secondo i dati del Centro funzionale regionale della Toscana, guidato dall’ingegner Bernardo Mazzanti, in soli due giorni si sono registrati, a seconda delle stazioni, da un minimo di 1.7 °C a un massimo di 6.4 °C in meno.

Il meteorologo Andrea Giuliacci conferma che con l’Anticiclone delle Azzorre “in vacanza” in Irlanda, non ci saranno barriere o ostacoli contro la discesa di aria polare dalla Scandinavia verso il Mediterraneo centrale. Ecco che l’Italia, e con lei la Toscana, rimarrà in balìa di correnti instabili più fredde da nord almeno fino al 25 aprile, se non oltre, con frequenti temporali, neve sulle montagne fino a 1.000 metri di quota, venti forti e temperature simili-invernali. In altre parole, per il caldo ci sarà da aspettare e il rischio gelate diventa quasi una certezza.

Per Daniele Antichi, professore associato del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa, in ogni caso i raccolti ne risentiranno. «In termini di qualità o di quantità, è presto per dirlo – sottolinea – L’unica certezza è che in questo momento eravamo in una fase in cui, con l’aumento delle temperature e l’allungamento delle ore di luce, le piante stavano producendo le foglie nuove e i germogli. In genere, questi bruschi cambiamenti comportano dei problemi ai nuovi tessuti, particolarmente sensibili ai danni da gelo». Ma con ogni probabilità le conseguenze ricadranno anche sulle tasche dei consumatori perché frutta e verdura potrebbero costare di più per consentire agli agricoltori di rientrare dei costi aggiuntivi con cui hanno dovuto far fronte all’emergenza freddo. «È difficile che frutta, verdura, grano e cereali manchino sulle nostre tavole perché siamo in un’ottica di mercato globale: in sostanza, ciò che manca lo si compensa con i prodotti importati dall’estero – precisa il docente – Va detto, però, che i cambiamenti meteorologici così repentini hanno un costo per gli agricoltori che può essere economico, qualitativo, energetico e quindi ambientale. Questo brusco abbassamento delle temperature può comportare il fatto che, ad esempio, l’agricoltore debba riscaldare la serra per evitare un danno o un ritardo di produzione con costi aggiuntivi».

Eppure dovremo abituarci sempre di più a fare i conti con il “clima impazzito” causato dai cambiamenti climatici. «La tendenza degli ultimi decenni è l’imprevedibilità che sta comportando grandi problemi – conclude il professor Antichi dell’Università di Pisa – Gli agricoltori, infatti, fanno fatica a programmare quali colture mettere in campo, come potare, come coltivare, proprio perché non c’è la certezza di avere una stagione favorevole. Quest’anno in Toscana l’autunno-inverno, ad esempio, è stato estremamente piovoso e ha comportato ritardi nella semina dei cereali, del frumento, dell’orzo. Tanti agricoltori hanno seminato tardi, ma d’ora in avanti bisognerà sempre più spesso fare i conti con questa variabilità fortissima e anche con gli eventi estremi».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano

Ufficiale

Il Gruppo SAE lancia La Stampa USA, nuovo progetto editoriale in lingua inglese per raccontare l’Italia al pubblico americano e dare visibilità alle imprese

di Redazione web