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Traffici in pareggio: il porto di Livorno ha raggiunto il suo picco massimo

di Stefano Taglione
Traffici in pareggio: il porto di Livorno ha raggiunto il suo picco massimo

Quantità di navi stabili dal 2022 al 2023, ma sono aumentati i container sbarcati

04 aprile 2024
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LIVORNNO. Un sostanziale pareggio, con traffici marittimi che calano e altri che, dal 2022 al 2023, hanno registrato un aumento. L’incremento degli sbarchi dei container, soprattutto nel Terminal Darsena Toscana recentemente acquisito da Grimaldi, va di pari passo con la ripresa dei crocieristi, sebbene ancora lontani dai livelli pre-Covid e numericamente superati dal vicino scalo della Spezia, che nonostante la maggior lontananza dalle destinazioni turistiche più forti – Pisa e Firenze su tutte, città verso le quali sono molte le escursioni organizzate dalle compagnie di navigazione – è ancora davanti con un 13% in più di passeggeri (714.247 contro i nostri 630.630, i dati sono quelli degli Avvisatori marittimo di Livorno e del porto ligure). Allo stesso tempo, però, sempre dai dati della società di rilevazione labronica si nota un lieve calo dei Ro-Ro (-1,51% sulle auto nuove, -10,39% dei rotabili per un totale di 1.296 transiti, il 5,8% in meno) e minori carichi di grano e cellulosa.

È un porto bloccato dai suoi annosi limiti infrastrutturali quello di Livorno, in attesa della Darsena Europa, che basa un quinto del suo traffico sui traghetti merci – i Ro-Ro, con Grimaldi che comanda – anche se il 44% degli arrivi riguarda le navi passeggeri, forti della centralità della nostra città verso mete quali la Corsica e la Sardegna, destinazione molto importante quest’ultima anche dal punto di vista cargo.

E non è un caso che proprio Livorno sia la base dei due traghetti passeggeri più grandi del mondo: i Moby Fantasy e Legacy (quest’ultima entrata in linea per Olbia, il porto maggiormente collegato al nostro, poche settimane fa), costruiti per la compagnia della Balena blu in Cina e festeggiati a più non posso alla loro “prima”. Con un trasporto misto di passeggeri e camion, infatti, stanno dando ulteriore impulso al traffico dell’approdo, anche se il loro ingresso ha portato inevitabilmente a qualche cambiamento organizzativo, come la soppressione del collegamento dei soli rotabili da  Livorno a Cagliari, che partiva dal terminal Ltm (sempre della famiglia Onorato). Questo perché, chiaramente, l’utilizzo su Olbia delle due navi assai più capienti ha portato la compagnia a concentrare lì il proprio traffico dei rotabili. Una scelta commerciale, mirata a realizzare economie di scala.

Tornando ai dati complessivi del 2023, certificati dall’Avvisatore marittimo di Livorno, scopriamo che le navi attraccate nel nostro approdo sono state 6.309 – una in più dell’anno precedente – e da un lustro a questa parte la più lunga che trasportava merci non ha mai superato i 336 metri, segno che il limite è stato toccato da tempo. Senza la Darsena Europa, con l’allargamento del canale di ingresso e i dragaggi, per i giganti del mare le manovre resteranno impossibili. Ma se il quadro complessivo è di stabilità, i numeri cambiano molto analizzando le varie tipologie di navi giunte a banchina. Gli arrivi delle portacontainer salgono del 5,72% (da 594 a 628), con un aumento del tonnellaggio lordo del 16,46%: da 29.129.107 a 33.923.216, mentre i Ro-Ro sono in lieve discesa. Le navi con auto nuove sono rimaste stabili (da 332 a 327, quasi una al giorno), sui rotabili c’è stato un calo del 10,39% (da 1.011 a 906), mentre i container Ro-Ro sono passati da 33 a 36, sostanzialmente inalterati.

Nel complesso il traffico Ro-Ro è sceso del 5,8%, non di molto, passando da 1.376 a 1.296 transiti. Stabili le gasiere (da 45 a 42, -6,67%), le chimichiere (da 386 a 369, -4,4%) e le navi passeggeri, in cui è compreso anche il Liburna per Capraia, con 2.673 arrivi contro i 2.691 dell’anno precedente (-0,67%). Calano infine i carichi di cellulosa (162 contro 175 navi, -7,43%), di grano (da nove a cinque, -44,44%) e di carta (da 13 a nove, -30,77%), anche se per queste ultime tipologie i numeri sono talmente bassi che, sul traffico complessivo, generano poche differenze.

Come anticipato il 64% del traffico del porto è fatto di traghetti passeggeri (44%, con quasi metà degli arrivi da Olbia) e Ro-Ro (20%), mentre i contenitori si prendono una fetta del 10%. Il resto sono rinfuse liquide (9%), solide (5%) e crociere (stessa percentuale), con il restante 6% sotto la voce “Altre”.

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