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L’intervista

Stangata Rc auto in Toscana, i carrozzieri: «Non abbiamo colpe, vi spiego come funziona il mercato delle riparazioni»

di Ilenia Reali
Stangata Rc auto in Toscana, i carrozzieri: «Non abbiamo colpe, vi spiego come funziona il mercato delle riparazioni»

Originali, equivalenti e usati: parla Silvano Prosperi, il responsabile di Cna-carrozzieri toscani

01 aprile 2024
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«No, anche questa volta non si dia la responsabilità ai carrozzieri per l’aumento delle polizze assicurative». Silvano Prosperi, responsabile di Cna Toscana per le autocarrozzerie è chiaro e netto. «Facile dare la responsabilità a noi ma non è così», dice.

I pezzi di ricambia sono aumentati, di conseguenza le riparazioni hanno prezzi alle stelle.

«I pezzi di ricambio sono aumentati almeno del 7% ma, soprattutto, non otteniamo più gli sconti di un tempo, almeno il 20%. Da quando le carrozzerie sono convenzionate con le società di assicurazioni a noi arrivano sia i ricambi sia il prezzo all’ora per il lavoro. In genere il costo della manodopera è di 50 euro all’ora, la convenzione ne prevede 30. È facile capire che la gestione del lavoro non è la stessa, forse i loro ispettori dovrebbero controllare».

E questo come si nega una vostra responsabilità?

«Semplice. Il costo che viene applicato a me dalla casa automobilistica, che controlla i prezzi, non è quello di un’assicurazione che gestisce una quantità enorme di pezzi. E soprattutto la manutenzione viene gestita totalmente da loro. Difficile dare a noi la responsabilità: non decidiamo nulla. Per uno specchietto originale si parte da 450 euro, un faro di un’utilitaria costa 600-700 euro. E si speri di non venire tamponati (o tamponare) perché se parte l’airbag per cambiare tutto il sistema di sicurezza, e in quel caso non si può fare diversamente, servono 5.000 euro per una Panda. Conviene cambiarla».

E se nell’incidente si ha torto come funziona?

«C’è un mercato parallelo. Tutti cercano i pezzi di ricambio che arrivano dagli sfasciacarrozze. Sono originali e costano molto meno. In alternativa ci sono i ricambi equivalenti, non originali. Sono quelli delle seconde linee. Non sono uguali ma se si vuol spendere meno. Un danno da 5.000 euro, per 3.000 euro è dato da pezzi di ricambio».

E chi vuole gli originali con queste cifre?

«Se l’automobilista ha ragione i ricambi sono quelli dettati dalla convenzione, almeno che l’accordo sulle polizze non sia diverso. Tutti gli altri, chi deve pagare di tasca, accettano i ricambi equivalenti. Chi di questi tempi può permettersi di spendere quelle cifre per riparare l’auto? Specialmente se il valore di mercato dell’auto non giustifica la spesa della riparazione. Il rischio è che il pezzo ti prenda la ruggine, diventi opaco: la garanzia non c’è. Ma quando si fa un incidente la spesa arriva tra capo e collo per molti è un vero dramma».

Quindi è vero che l’aumento delle assicurazioni è dato dai materiali di ricambio. Non crede?

«Sì, ma il mercato lo fanno loro. Dettano i prezzi. Sono entrati nel nostro mercato e gestiscono tutto. Siamo rimasti in pochi indipendenti».

C’è anche il problema dei pezzi di ricambio che non si trovano? E quando arrivano hanno prezzi ancora più alti dei preventivi.

«Capita che i pezzi non si trovino. In quel caso viene messo, informando il cliente, il ricambio non originale. È una giungla e anche noi carrozzieri siamo delle vittime. Ormai siamo in mezzo alle scelte dei grossi gruppi: trovare i pezzi è sempre più difficile, i costi sono in aumento e le auto sono fatte in modo tale che devi cambiare intere parti perché servono certificazioni e collaudi. Ormai è spaventoso».
 

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