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Sportello legale, quell’assegno di Naspi indebitamente percepito. E la prescrizione?

di Annalisa Scura (*avvocata)
Sportello legale, quell’assegno di Naspi indebitamente percepito. E la prescrizione?

La richiesta dell’Inps dopo 10 anni: la risposta dell’avvocata al problema segnalato da Francesca

11 marzo 2024
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Salve, mi chiamo Francesca e sono un’insegnante. In data 9 febbraio ho ricevuto una raccomandata di pagamento Naspi indebitamente percepito, sono stata all’Inps e ho fatto ricorso, ma mi hanno detto di farlo anche online. Ho preso appuntamento alla Cgil, ma mi hanno detto che a tutti è stato già respinto. La prescrizione per legge dovrebbe annullare il pagamento del 2013. Come posso fare? Inoltre, la scuola dove ero in servizio nel 2013-2014 pare non abbia comunicato la mia presa di servizio nei tempi all’Inps, io in buona fede pensavo che una volta fatta la presa di servizio la Naspi si sarebbe interrotta. Possibile che l’importo del 2013 non possa essere annullato? Dopo dieci anni va in prescrizione...

Ai lavoratori subordinati che hanno perduto involontariamente l'occupazione - a causa di dimissioni per giusta causa, maternità, licenziamento, ecc. - e che hanno maturato specifici requisiti contributivi, spetta il trattamento di disoccupazione, oggi denominato Naspi. Se dopo l’accesso al trattamento il percettore inizia una nuova attività di lavoro, subordinata o autonoma, bisogna comunicarlo all’ente erogatore. La suddetta circostanza si ripercuote inevitabilmente sulla Naspi, che, a seconda dei casi, può esse interrotta o sospesa oppure la somma erogata può essere diminuita. Ove vi sia una ipotesi di decadenza dal trattamento, il percettore dovrà restituire l’indennità che ha continuato a ricevere. E se l’avente diritto al trattamento di disoccupazione ha continuato a percepire ancora una o più mensilità di trattamento in buona fede nonostante la decadenza? In mancanza di norme speciali, il nostro ordinamento conosce le regole generali dell’indebito oggettivo e della prescrizione: il diritto ad ottenere la restituzione di quanto indebitamente percepito si prescrive nel termine ordinario di 10 anni che decorre dal momento in cui il diritto dell’ente erogatore può essere fatto valere, ovvero dal momento in cui il pagamento non dovuto è stato effettuato, e sempre a condizione che nel frattempo la prescrizione non sia stata sospesa o interrotta.

Dunque, l’ente erogatore potrà pretendere dal percettore del trattamento di disoccupazione la restituzione di quanto pagato erroneamente soltanto entro 10 anni e a condizione che il percettore del trattamento non abbia omesso dolosamente e volontariamente di comunicare la decadenza dal beneficio all’ente erogatore. In altre parole, salvo particolarità che variano da caso a caso, l’Inps può pretendere la restituzione solo di ciò che è stato erogato entro i 10 anni anteriori alla data di comunicazione della richiesta di restituzione: ad esempio, l’Inps potrà richiedere a marzo 2024 solo quanto ha pagato da marzo 2014 in poi. Non può pretendere, invece, ciò che è stato pagato prima di tale arco temporale: nel nostro esempio prima di marzo 2014. In questo secondo caso, l’ignaro percettore del trattamento potrà proporre ricorso amministrativo all’Inps e, in caso di mancato accoglimento, potrà far valere in giudizio il proprio diritto alla cosiddetta irripetibilità del trattamento per intervenuta prescrizione.
 

Servizio sportello legale: Il Tirreno si avvale della competente e qualificata collaborazione dello studio legale Depresbìteris-Scura. I professionisti di questo studio rispondono settimanalmente ai quesiti che arriveranno a sportellolegale@iltirreno.it.

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