Il Tirreno

Toscana

Sport e violenza: il caso

Firenze, picchiato in campo calciatore 15enne: la raffica di botte e le lacrime dei genitori sugli spalti. La ricostruzione degli attimi di follia

di Danilo Renzullo
La sequenza dei soccorsi al 15enne aggredito in campo
La sequenza dei soccorsi al 15enne aggredito in campo

Nella partita tra Folgor Calenzano e Casellina un giocatore è stato inspiegabilmente aggredito da un avversario: trasportato al pronto soccorso di Careggi

10 dicembre 2023
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CALENZANO Lo ha prima afferrato per il collo, scaraventandolo a terra. Poi lo ha aggredito. Una raffica di calci. Alla schiena e alla testa. Mentre dalla tribuna le urla dei genitori hanno sovrastato gli applausi e i cori di incitamento per richiamare l’attenzione dell’arbitro, dei calciatori e delle panchine. Poi la corsa, solitaria, dell’allenatore per cercare di interrompere quel vortice di violenza che all’improvviso e apparentemente senza motivo ha travolto un calciatore di 15 anni dell’Usd Casellina, formazione di Scandicci, nella serata di sabato 9 dicembre. Rimasto a terra, sull’erba sintetica del campo “Silvano Facchini” di Calenzano dove si stava svolgendo l’incontro tra il Folgor Calenzano e la squadra di Scandicci valida per il campionato Allievi B, con una scia di sangue ad indicare quel limite, tra l’agonismo e la violenza, infranto da un coetaneo che vestiva la maglia avversaria.

«Una violenza inaudita che ha sconvolto tutti», sottolinea Roberto Mazzetti, allenatore dell’Usd Casellina, espulso dall’arbitro perché entrato in campo per cercare di strappare il suo calciatore alla furia dell’avversario e prestare i primi soccorsi. Un’aggressione choc. Con i genitori del 15enne, scoppiati in lacrime, costretti inermi ad assistere dagli spalti a quella scena. Una partita tra la seconda e la terza forza del campionato da subito nervosa. Falli e scontri di gioco che hanno spinto Mazzetti a fine primo tempo a richiamare l’attenzione dell’arbitro per cercare di riportare la calma. «Ho invertito anche gli esterni perché lì, su quella fascia, quel calciatore provocava anche con spinte, con qualche spallata e gesti non proprio sportivi – racconta l’allenatore –. Ho deciso quindi di invertire i miei laterali e ho piazzato su quel lato un giocatore di solito più calmo e che non cede alle provocazioni».

Quello che, alla fine ne ha pagato le conseguenze. Perché all’improvviso, a dieci minuti dal triplice fischio, mentre l’azione si stava svolgendo dall’altra parte del campo, il 15enne è stato travolto dalla furia dell’avversario (poi espulso). Sbattuto a terra. Poi i violenti calci. Fino all’intervento dell’allenatore e degli altri calciatori in campo. Il baby calciatore è stato soccorso da un medico presente sugli spalti, padre di uno dei giocatori, entrato in campo dopo che i dirigenti del Calenzano si sono opposti alla decisione dell’arbitro di mantenere chiusi i cancelli, e poi dai sanitari del 118 che lo hanno immobilizzato e trasportato al pronto soccorso di Careggi. Il 15enne, sottoposto a tac e radiografie, non ha riportato conseguenze gravi. Dolori al collo e alla schiena lo costringeranno a qualche giorno di stop. Un episodio gravissimo, a cui si è aggiunta quella che Mazzetti definisce un’incredibile decisione dell’arbitro. Anzi, la doppia, incredibile scelta.

Perché l’arbitro, un 16enne, non solo ha espulso l’allenatore dell’Usd Casellina per aver “invaso” il campo, ma ha deciso di far continuare la partita (in quel momento sul 2-0 è terminata 3-0 per i padroni di casa), caratterizzata sul finale da un altro episodio, questa volta un violento scontro di gioco, che ha costretto un altro calciatore ospite ad uscire anticipatamente dal campo con l’apparecchio per denti rotto e la bocca sanguinante. Domenica 10 dicembre, il presidente del Calenzano ha espresso vicinanza e solidarietà al calciatore aggredito e alla società di Scandicci. L’Usd Casellina ha deciso di non presentare esposti, «ma avvieremo una serie di iniziative educative e di promozione dei valori dello sport», sottolinea il presidente della società Giovanni Bellosi.

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