Il Tirreno

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Le nostre eccellenze

Festa della Toscana: dagli scienziati agli imprenditori le storie di 12 talenti che portano il genio nel mondo

di Ilenia Reali e Martina Trivigno

	I talenti toscani nel mondo
I talenti toscani nel mondo

Sono nati nella nostra regione ma vivono all’estero: ecco come ci vedono da lontano le nostre eccellenze e i loro auguri per questa celebrazione dedicata all’abolizione della pena di morte e di tortura avvenuta nel Granducato il 30 novembre del 1786

30 novembre 2023
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Bianco e rosso, luce e resistenza. Per la pace e la giustizia. Era il 30 novembre 1786 quando l’allora granduca Pietro Leopoldo prese la sua decisione. Una scelta innovativa e rivoluzionaria per l’epoca che segnò un nuovo corso: fu così che la Toscana divenne il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte e la tortura. Significa che da 237 anni la nostra regione ha scelto da che parte stare, al fianco dei diritti, della libertà, dell’accoglienza e del rispetto dell’essere umano. 

Dal 2001, il Consiglio regionale della Toscana ha scelto di istituire nella giornata di oggi, ogni 30 novembre, la Festa della Toscana. Quest’anno, Il Tirreno ha voluto che gli auguri alla nostra regione arrivassero da chi questa terra l’ha lasciata, ma la osserva ancora, anche se da lontano. C’è chi se n’è andato da qui per motivi di lavoro o per aiutare gli altri, facendo della solidarietà un obiettivo primario.

Ma c’è anche chi non ha proprio avuto la possibilità di scegliere perché, quando la sua famiglia ha fatto i bagagli, era troppo piccolo per rendersi conto di ciò che stava accadendo. Ma oggi imprenditori, luminari, scienziati e sacerdoti concordano su un aspetto: la Toscana è una regione che lascia un segno profondo, anche con i suoi inevitabili difetti. Ma, da lontano, anche quelli appaiono più piccoli, spesso insignificanti.

Dodici storie di toscani che portano l’eccellenza nel mondo

Sono 12 storie, tutte diverse, con alcune similitudini. Persone che soffrono per gli affetti lontani, le “fughe” nella nostra regione per riabbracciare i propri cari, anche per pochi giorni. E quel combattimento interiore tra la voglia di restare, dove tutto è iniziato, e la volontà comunque di ripartire perché la vita, ormai, è da un’altra parte. O in un luogo nuovo da conoscere. Ma conservano la consapevolezza che la Toscana è stata la prima a cancellare la pena di morte, a restituire un senso al diritto alla vita, che passa anche attraverso i due colori identitari: il bianco, che simboleggia la luce, e il rosso che significa invece resistenza. Oggi, questi colori illumineranno anche monumenti, mentre sventolano le bandiere. Bianche e rosse. Buon compleanno, Toscana. Buona festa dei diritti.

Pier Cristoforo Giulianotti, luminare della robotica

Considerato il padre della chirurgia robotica, Pier Cristoforo Giulianotti, di Grosseto, è stato citato anche in un episodio di Grey’s Anatomy: «Della Toscana mi mancano i profumi, la storia, la gente ma non rimpiango la troppa burocrazia».

Don Giovanni Finocchi e la missione in Ecuador

Prete cattolico, don Giovanni Finocchi insieme al fratello don Luca, si trova in Ecuador impegnato in una missione. Della Toscana gli manca l’assistenza sociale e sanitaria. 

Flavia Sbragia e l’agenzia di viaggi a Rio De Janeiro

Origini lucchesi, Flavia Sbragia vive a Rio De Janeiro dove ha un’agenzia di viaggi. Il suo obiettivo è far conoscere la Toscana dei borghi e delle città più piccole. 

Cecilia Laschi, esperta di robotica

Professoressa di robotica alla National University, Cecilia Laschi in aspettativa dalla scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Laschi ha inventato il robot-polpo e lavora a Singapore: «La Toscana deve investire di più nella ricerca».

Marco Mancini e le formiche in Islanda

Una laurea in Lettere e una in Biologia, Marco Mancini ha lasciato la Toscana per l’Islanda dove da 10 anni vive con la compagna e il figlio: «Ho portato le formiche tra i ghiacci. Non siamo scappati dall’Italia ma vogliamo che il nostro bambino cresca qui».

Gianni Pertici e la start up Ibi in Svizzera

Gianni Pertici, 47 anni, ha lasciato la Toscana per la Svizzera dove ha creato Ibi, start up che produce un sostituto osseo molto innovativo: «Qui hanno creduto nelle mie idee, in Italia no».

Massimo Franchi e il gelato del Badiani

Massimo Franchi, manager della storica società fiorentina che produce gelato, apre negozi in tutto il mondo: «Sento molta nostalgia della Toscana ma le auguro di trovare l’efficienza e la velocità nel fare le cose che abbiamo all’estero».

Stefano Tonchi, giornalista negli Stati Uniti

Pistoiese, ex direttore del New York Times Style Manager, Stefano Tonchi vive a New York da 30 anni: «Mi mancano la campagna e la provincia toscane ma anche la cucina».

Susanna Rossi, commercialista in Argentina

Susanna Rossi da quando ha tre anni vive a Mar del Plata, in Argentina ma non ha mai dimenticato Castiglione Garfagnana, il suo paese natale. Presidente dell’associazione Lucchesi nel mondo in Argentina si è laureata e ha aperto uno studio da commercialista: «Mi manca la casa dei miei nonni».

Chiara Ferraboschi, borsista di un’agenzia dell’Onu

Borsista di un’agenzia dell’Onu, Chiara Ferraboschi lavora in Sierra Leone e segue il programma alimentare: «Auguro a tutti i toscani di sentirci fortunati perché quello che abbiamo non è scontato». 

Roberto Ricci e le scuole in Madagascar

Roberto Ricci, 68 anni, imprenditore di Massa e Cozzile (Pistoia), ha lasciato gli agi della sua vita e si è trasferito a Nosy Be, la “grande isola” del Madagascar. Con la sua associazione “I aid Madagascar” dal 2018 ha costruito dieci scuole. 

Edoardo Pucci ambasciatore in El Salvador

Già ambasciatore in Guatemala e Honduras, ora Edoardo Pucci, di Prato, rappresenta l’Italia a El Salvador: «Della Toscana mi mancano la cultura e le bellezze artistiche. Siamo circondati dal bello e lo diamo per scontato».

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