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Turismo e lavoro

Caldo record in Toscana, si allunga la stagione balneare e si prolungano i contratti

di Alessandro Formichella
Caldo record in Toscana, si allunga la stagione balneare e si prolungano i contratti

Aperti gli stabilimenti con i dipendenti in servizio fino al 31 ottobre: «All’Elba lavoreremmo sempre con l’aeroporto collegato a Firenze»

01 ottobre 2023
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È boom di turisti. E di contratti. Non nuovi, ma prolungati. Caldo record sulla costa e le isole toscane e se il turismo balneare si dilata si allungano anche i contratti degli stagionali. Soprattutto sulla costa. Settembre, e questo inizio d’ottobre, sembrano essere una boccata d’ossigeno per il settore della ricezione turistica, dopo un inizio estate traballante come quello di maggio e giugno. L’estate sulle spiagge toscane targata 2023 non è stata delle migliori; «per niente paragonabile al successo di quella scorsa, 2022», afferma Nico Gronchi, presidente regionale di Confersercenti.

I numeri registrati a settembre, e quelli previsti per ottobre, sono comunque una piena rianimazione per stabilimenti balneari, resort e residence. Si registra il tutto esaurito in molte zone dell’Elba, dove temperature del tutto simili al pieno luglio, vedono ancora migliaia di turisti stranieri a giro nella perla dell’Arcipelago toscano. La spiaggia di Cavoli ieri è stata presa d’assalto da centinaia di amanti della spiaggia. «Un primo ottobre straordinario – esclama Adamo Spinetti, titolare dello stabilimento balneare di Cavoli – e pieno di turisti svizzeri almeno fino a metà ottobre. Ottima ripresa del turismo a settembre e se ottobre va avanti così, ancora meglio. Il clima, stavolta ci aiuta».

E così anche i contratti dei lavoratori stagionali del turismo si allungano un po’. In tutta la Toscana del mare, le proroghe vanno ormai fino a ottobre finito. È il caso di Simone Guerrini, titolare di uno stabilimento balneare a Marina di Grosseto e presidente della locale associazione dei balneari, che prolunga il contratto ai suoi dipendenti fino al 31 ottobre. E ammette che «tolti novembre e dicembre o dicembre e gennaio, il turismo deve andare avanti. Magari con quello di prossimità, purché tutto il sistema ricettivo della zona sia pronto a recepire la richiesta. Per quanto mi riguarda, terrò aperto anche nei mesi invernali, eccetto dicembre, il bar e il ristorante dello stabilimento. Se il tempo regge, qui anche d’inverno nelle ore migliori del giorno si toccano i 20-22 gradi e il turismo del fine settimana porta ancora lavoro».

Non è solo la tintarella ad attrarre: nel mezzo c’è lo stop da una settimana di lavoro e la voglia di un po’ di relax. L’idea di allungare la stagione piace anche agli elbani. «Eccome – puntualizza Massimo De Ferrari, presidente Feralberghi e Confcommercio a Portoferraio – ma servono infrastrutture serie di trasporto veloce. L’Elba ha bisogno di un aeroporto attrezzato che ci colleghi alle città d’arte, come Firenze. Qui potremmo fare turismo anche per Natale e Capodanno se avessimo dei collegamenti rapidi».

Anche sulla costa livornese «gli stabilimenti rimasti aperti stanno prolungando i contratti di lavoro almeno fino a metà ottobre. Poi vediamo, dipende molto dal meteo. Sicuramente il clima sta favorendo il prolungamento della stagione. Le spiagge piene di persone lo dimostrano», dice Gabriele Bilanceri di Confcommercio. A settembre e in ottobre, i prezzi di listino per residence, resort e appartamenti sul mare scendono anche del 30 %. «Si torna al punto iniziale che tutto dipende dal meteo. È certo che fare le vacanze a settembre, ma anche ad ottobre, può essere un’ottima scelta con altrettanti risparmi per una famiglia. Il tempo ora come ora, ha temperature estive. Di mezzo, però, c’è l'inizio della scuola per i ragazzi a metà settembre», prosegue Bilanceri. La gran parte dei turisti ancora presenti durante la settimana sulle coste toscane è infatti straniera. Ma la stagione turistica si protrae, comunque. «A mio giudizio, la stagione dovrebbe essere di 8 mesi – torna sull’argomento Simone Guerrieri di Marina di Grosseto – le formule si trovano, se però non è il caso isolato di uno o due stabilimenti a farlo. Qui, in questa zona almeno, una decina di stabilimenti vedono così il futuro del turismo, purché fatto con programmazione e organizzazione adeguate».l


 

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