Il caso choc
Casa esplosa a Lucca, l’esperto: «Servono incentivi del governo per togliere il gas dalle cucine, così si evitano morti e grandi ustionati»
Antonio Di Lonardo, direttore del centro grandi ustionati di Cisanello, punto di riferimento per la Toscana: «Le bombole in cucina sono la causa dell’80% degli incidenti in casa, anche molto gravi. Poi c’è l’imperizia nell’utilizzo del barbecue»
«Si danno agevolazioni per comprare bici elettriche e monopattini ma non per togliere il gas dalle cucine». Seduto alla scrivania del suo ufficio a Cisanello, a Pisa, domenica mattina, il direttore del centro grandi ustionati Antonio Di Lonardo va dritto al punto: la sicurezza domestica. Che poi è un tema che da presidente della Società italiana ustioni (Siust) porta avanti da anni. «Ma senza grandi risultati» chiosa il medico che dirige una struttura di valenza regionale: quando in Toscana ci sono feriti per ustioni gravi, la destinazione di Cisanello è l’unica opzione. Due case esplose in Lucchesia - Torre e Montecarlo - in sei mesi con 4 morti. Il gas come comune denominatore nelle tragedie. La giovane mamma Debora Pierini aveva fatto in tempo a dare alla luce il suo Dante (con il cesareo) prima di morire qualche giorno dopo il parto.
Anche quella giovane donna era ricoverata nel suo centro.
«Sì, la ricordo molto bene».
Poi a Marginone di Montecarlo ancora un’esplosione, di nuovo il gas.
«Lo sostengo da tempo, non ascoltato, purtroppo. L’unica cosa seria da fare è incentivare le famiglie a togliere il gas dalle cucine. Si tratta di un pericolo enorme, sottovalutato. Noi che lavoriamo con chi subisce gli effetti di incendi ed esplosioni ce ne rendiamo conto».
Quando incide in percentuale il contesto domestico?
«Diciamo sull’80%. Magari prendono fuoco le maniche delle vestaglie di signore anziane ai fornelli e si bruciano in maniera clamorosa. Oppure ci sono ustioni per l’olio bollente in padella che schizza. Le solite fiamme di ritorno nei barbecue, le fughe di gas. Oltre all’ustione diretta ricordiamoci della tossicità della combustione che viene respirata».
Quali sono le sue indicazioni non recepite?
«Se vogliamo ridurre il conto delle vite umane e delle spese che pesano sul sistema sanitario nazionale - la degenza di tre mesi di un ustionato può costare anche 400-500mila euro - è necessario che il governo che incentivi la sicurezza nelle abitazioni».
In termini pratici?
«Le bombole di gas e di metano devono sparire dalle cucine. L’alternativa sono i fornelli a induzione che sono anche a scarso consumo energetico. Si eliminerebbe una marea di rischi tra esplosioni e incendi».
E il riscaldamento domestico?
«I sistemi di solito solo esterni alla casa. Di sicuro la caldaia la devi tenere fuori, non in cucina. Per il riscaldamento, poi, non c’è una fiamma con cui vai a contatto. Rispetto ai fornelli è molto meno pericoloso. Lo ripeto: il gas in cucina non ci deve stare. Se si agisse in questa ottica non ci sarebbe un numero così alto di incidenti e risparmieremmo vite, oltre che risorse per la sanità».
Ci può essere un problema di abitazioni vecchie da dover modificare.
«Lo capisco, ma è inutile piangersi addosso ogni volta che succede una tragedia. Ci dobbiamo pensare prima che le cose accadano riducendo i fattori di rischio. Le fonti di energia, alternative al gas, esistono, perché non usarle? Niente bombole, né caldaie in cucina. Se non possono farlo tutti sarebbe un risultato che qualcuno iniziasse a pensarci. In fondo le alternative sono semplici, come i fornelli a induzione. Vorrebbe dire limitare i rischi potenziali di quello che poi diventa un triste aggiornamento di una casistica dolorosa di morti e persone segnate nel corpo».
Quanti pazienti ci sono attualmente al centro grandi ustionati?
«Sono otto, tutti i posti letto occupati».
Le ragioni del ricovero?
«La stragrande maggioranza si è ustionata per scoppi dovuti a fughe di gas o usando le bottiglie di alcol per le grigliate. Noi operatori vediamo cosa succede e perché, ma nessuno ci ascolta. Meglio dare bonus per bici elettriche che un aiuto per mettere in sicurezza la casa togliendo una fonte di pericolo come il gas».
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