Il Tirreno

Toscana

SOS AMBIENTE: LA STORIA

Gli angeli del mare tolgono mezzo chilometro di reti abbandonate dalle acque del Giglio

I sub della squadra di Marevivo impegnati in un'operazione di rimozione delle reti dai fondali
I sub della squadra di Marevivo impegnati in un'operazione di rimozione delle reti dai fondali

Al largo della "perla" incastonata nel mar Tirreno rimuoveranno dal fondale i materiali dei pescatori divenuti una minaccia per l'ecosistema marino

29 agosto 2021
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ISOLA DEL GIGLIO. Angeli del mare. Che invece di volare in cielo nuotano a sessanta metri di profondità. Sott’acqua. Lo fanno per una causa che interessa tutti. Un ambiente migliore. Meno inquinato. Si immergono ed entrano in azione. Tagliano e raccolgono. Lo faranno per due giorni. Lunedì 30 e martedì 31. Al largo dell’Isola del Giglio, la "perla" incastonata nel mar Tirreno. Rimuoveranno dal fondale le reti dei pescatori abbandonate. Che rischiano di creare danni seri all’ecosistema. Lo faranno nel solito specchio blu che, nel gennaio del 2012, è salito alla ribalta delle cronache per uno dei disastri marittimi italiani più atroci di sempre. Il naufragio della nave da crociera Costa Concordia. Con 32 vittime. Ma questa - per fortuna - è un’altra storia. Che inizia con una stretta di mano.

Quella tra la onlus Marevivo e il colosso Banor, uno tra i più grandi poli indipendenti di intermediazione mobiliare in Italia, specializzato nella gestione di capitali e consulenza su grandi patrimoni per investitori istituzionali, privati e grandi famiglie imprenditoriali. Marevivo, invece, dal 1985 lavora per la tutela del mare e dell’ambiente, contro l’inquinamento e la pesca illegale, per lo studio della biodiversità, la promozione e valorizzazione delle aree marine protette, l’educazione nelle scuole e nelle università per lo sviluppo sostenibile e la sensibilizzazione su tutti i temi legati al mare. Le reti da pesca abbandonate rappresentano un danno enorme per il mare. Per questo dal 2003 la divisione subacquea di Marevivo conduce ogni anno operazioni di recupero e di bonifica dei fondali in numerose località italiane. Il totale del materiale raccolto supera i novemila metri di lunghezza.

Le "reti fantasma" del Giglio sono state individuate e segnalate dai volontari dell’associazione di promozione sociale Underwater Pro Tour che, all’interno del progetto Isola del Giglio 2021-22, si è prefissata la mappatura dei fondali dell’isola proprio alla ricerca di rifiuti presenti nel perimetro del piccolo morso di terra che guarda da lontano - ma non troppo - la costa toscana.

Le reti piccole vengono rimosse nelle varie tappe del progetto stesso, mentre quelle più lunghe o i rifiuti più ingombranti vengono eliminati da specifici progetti di recupero. Le reti che verranno rimosse domani e dopodomani dai subacquei di Marevivo si trovano a Punta della Nave, a una profondità di 45-55 metri e ha un’estensione approssimativa di mezzo chilometro. «La lunghezza precisa e il peso potranno essere determinati solamente al momento del recupero avvenuto e del trasporto a terra», fanno sapere gli angeli del mare. I subacquei saranno divisi in più squadre per operare su diversi "strati" e con attrezzature specifiche. Tutti utilizzeranno delle speciali miscele respiratorie e alcuni - in particolare i membri della squadra che agirà a 60 metri - utilizzeranno delle attrezzature particolari che consentono di non emettere bolle, e quindi riciclare la miscela respiratoria, consentendo maggiori tempi di operatività e sicurezza degli operatori. Verranno impiegate delle forbici per la rimozione delle reti dal fondale, per non arrecare danni alle forme di vita marina, e palloni di sollevamento per agevolare il recupero da parte del motopeschereccio. L’operazione del Giglio nasce dalle segnalazioni dei subacquei e dei centri immersioni del territorio, che hanno passato le informazioni a Marevivo. Il protocollo prevede che vengano richieste fotografie e immagini, poi visionate e analizzate dai biologi di Marevivo per realizzare un progetto di fattibilità e valutare l’eventuale rimozione. Successivamente viene creata la squadra di recupero, proprio sulla base delle caratteristiche dell’operazione, che si allineerà alle fasi del progetto esecutivo di recupero. Scelto il periodo, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, si progetta il recupero, normalmente in circa tre giorni. E poi si va giù. Dove la luce del sole quasi non arriva. A salvare il mare. Il capo del progetto e il coordinatore della squadra di sub di Marevivo è Massimiliano Falleri. I responsabili dell’Underwater Pro Tour sono Gianmaria Vettore e Claudia Di Giuseppe. Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, esulta con l’assessore Walter Rossi. Perché le acque del Giglio saranno più pulite. Grazie agli angeli con le forbici.

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