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La Regione chiude i supermercati e i centri commerciali per il Primo maggio

La Regione chiude i supermercati e i centri commerciali per il Primo maggio

Il presidente Giani firma un'ordinanza: consentita solo la consegna a domicilio. Prevista una deroga a favore di farmacie, parafarmacie, rivendite di giornali, di tabacchi e di piante e fiori

28 aprile 2021
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FIRENZE. Supermercati della media e grande distribuzione ma anche centri commerciali chiusi per il Primo maggio. È in corso di elaborazione infatti - stando a quanto fanno sapere dalla Regione - un'ordinanza che il presidente Giani dovrebbe firmare già nella notte fra il 28 e il 29 aprile.

La deroga è prevista a favore di farmacie, di parafarmacie, di rivendite di giornali, di tabacchi e di piante e fiori. Si prevede inoltre la facoltà per gli esercizi chiusi, nel rispetto delle misure anti Covid attuali, di effettuare la sola consegna a domicilio dei generi alimentari e dei beni di prima necessità, con prenotazione esclusivamente on-line o telefonica, quindi senza recarsi di persona nell’esercizio commerciale.

Le disposizioni di chiusura non si applicano agli esercizi di vicinato - di cui all'articolo 13, comma 1 lettera d della legge regionale 62/2018 (relativo ai negozi sotto i 300 mq) - e agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande - quali bar, ristoranti e pub - e alle attività artigiane - quali pizzerie, rosticcerie, panifici, pasticcerie, negozi di pasta fresca, gelaterie e simili - che possono svolgere la loro attività secondo le modalità e gli orari consentiti dalla normativa statale. Sempre secondo quanto fanno sapere dalla Regione, si tratta di disposizioni in fase di approfondimento, i cui dettagli saranno comunicati giovedì 29 aprile a ordinanza firmata: l'obiettivo è scongiurare rischi di assembramento in occasione del Primo maggio.

L'ordinanza arriva dopo il pressing dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che avevano chiesto alla Regione di intervenire proprio con questo tipo di atto affinché i supermercati della Toscana fossero chiusi il giorno della festa dei lavoratori per "tutelare la salute di chi lavora e di tutti" e "lasciare che i lavoratori e le lavoratrici del settore possano celebrare una ricorrenza simbolo dei valori fondativi del nostro Paese". In questi mesi di pandemia infatti, secondo i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Toscana i dipendenti dei supermercati della media e della grande distribuzione hanno dato dimostrazione (e stanno continuando a farlo) di grande responsabilità "garantendo un servizio fondamentale alla collettività". 

Secondo quanto riportano i sindacati il 25 aprile - giorno della festa della Liberazione - alcune attività erano invece rimaste aperte: "Una scelta irrispettosa".

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