Covid più Brexit, cala il gelo su Londra e su Johnson
L’inverno non meteorologico ma politico a Edimburgo è arrivato con qualche settimana d’anticipo. Dalle fredde terre indipendentiste della Scozia è calato il gelo su Londra e sulle politiche di contenimento del coronavirus da parte del governo britannico. Al numero 10 di Downing street il primo ministro Boris Johnson, dopo settimane di critiche piovute un po’ da tutti i lati, per la gestione dell’emergenza pandemia, inclusa una fronda interna al suo partito capitanata dall’ex premier Theresa May, ha optato per la repentina introduzione di restrizioni nel tentativo di frenare l’impennata esponenziale del numero di contagi. Sei mesi di regole draconiane per il Regno Unito. Lo shutdown o chiusura che potrebbe prolungarsi sino alla prossima primavera resta di fatto un soft lockdown, visto che al momento non riguarda la scuola.
Nel discorso di “guerra” al virus il leader dei conservatori rivolgendosi ai sudditi di Sua Maestà ha richiamato le parole del suo famoso predecessore Churchill, durante i tempi cupi dell’incubo nazifascista: «Gli inglesi – a differenza di italiani e tedeschi – amano la libertà». «Saranno mesi duri, ma vinceremo questa battaglia». «È il momento di raccogliere tutta la nostra disciplina, determinazione e spirito di solidarietà». Coprifuoco per pub e ristoranti, chiusura tassativa delle saracinesche alle 22 e tracciamento dei clienti. Limite per gli assembramenti, 6 persone. Stop al calcetto. Inversione di strategia anche sulle attività, dall’ottimistico “tornate al lavoro” di inizio estate a un più mite consiglio, “fatelo da casa se potete”. Obbligo per i passeggeri di indossare la mascherina sui mezzi pubblici e privati. Chi non rispetta è passibile di multa, 200 sterline la prima volta che si trasgredisce fino ad un massimo di 10mila. In strada per mantenere l’ordine oltre alla polizia scende anche l’esercito.
Non per colpa del Covid19 ma della Brexit invece le problematiche si innescano con l’entrata in vigore del divorzio da Bruxelles, gennaio 2021. Ci sono effetti negativi di lunga durata sul debito pubblico e immediate ripercussioni sulla logistica del commercio estero. Per il trasporto merci la fatidica data potrebbe trasformarsi in un inferno di code di camion. I fondi per le infrastrutture di controllo frontiera da realizzare nel Kent, affacciata sulla Manica, sono a un punto morto da mesi. Fuori dall’Ue le casse reali sono meno piene per aiuti alle imprese, la disoccupazione cresce. Per i sondaggi la fiducia del pubblico nel premier sarebbe in caduta libera. Meno di un terzo coloro che approvano l’indirizzo dell’ex sindaco di Londra. A Westminster circolano spifferi di cambio alla guida del governo...
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