Osteria di Golpaja, dove la cucina rasenta il metro zero
All’interno della tenuta di Villa Petriolo sulle colline di Cerreto Guidi ecco il ristorante in cui territorialità e filiera corta non sono slogan. Nel menu c’è anche una versione toscana del Ramen: incontro tra cultura orientale e prodotti locali
Ci sono ristoranti che interpretano un territorio e altri che ne fanno parte in modo così profondo da diventarne un’estensione naturale. L’Osteria di Golpaja, all’interno della tenuta di Villa Petriolo, sulle colline di Cerreto Guidi, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Qui la cucina non è semplicemente ispirata alla Toscana: nasce dalla Toscana stessa, dai suoi campi, dagli allevamenti, dagli uliveti e dai vigneti che circondano il ristorante. Il progetto porta la firma e gli intenti dello chef Stefano Pinciaroli, che interpreta in questo modo l’altra faccia della cucina fine dining di PS Ristorante, destinato alla cucina d’autore.
Golpaja rappresenta invece il volto più conviviale e autentico della tenuta: un’osteria contemporanea che recupera l’identità gastronomica toscana senza cadere nella nostalgia. A coordinare tutte le fasi di Golpaja, Giada Ferri, chef, e Gianmarco Cipro, anch’esso chef e supervisore delle attività di cucina. Quindi, non solo tradizione a Golpaja, ma una felice e ragionata reinterpretazione della cucina di una volta.
La vera forza dell’Osteria di Golpaja risiede però nel concetto di filiera totale. Parlare di chilometro zero sarebbe quasi riduttivo. Qui la distanza tra produzione e cucina si misura realmente in pochi passi. Villa Petriolo coltiva ortaggi, grani antichi, produce olio extravergine, miele, vino, alleva pollame, agnelli, Cinta Senese Dop e Grigio Cerretano, dando vita a una materia prima che difficilmente lascia la tenuta e viene destinata quasi esclusivamente ai ristoranti della proprietà. Un lusso raro, costruito non sull’esclusività economica ma sull’impossibilità di replicare altrove la stessa esperienza gastronomica.
La proposta gastronomica riflette perfettamente questa filosofia. Il pane prodotto con i grani antichi aziendali e servito con l’olio nuovo rappresenta quasi un manifesto programmatico. Seguono piatti che parlano il linguaggio della tradizione senza rinunciare a una lettura contemporanea: le pappardelle fatte in casa con ragù di cinghiale, gli gnudi con ricotta e gambero rosa del Tirreno, il polpettone di Cinta Senese Dop, la bistecca di vitellone, il minestrone stagionale dell’orto, fino a proposte più originali come il “Ramen di Petriolo”, curioso incontro tra cultura gastronomica orientale e prodotti agricoli toscani, con tagliolini di grani antichi, Cinta Senese, uovo biologico marinato e salsa di soia realizzata internamente.
Una contaminazione intelligente che dimostra come la tradizione possa dialogare con il presente senza perdere la propria identità. L’ambiente conserva il carattere accogliente dell’osteria toscana, ma con un’eleganza misurata, priva di eccessi scenografici. Il servizio accompagna l’ospite con professionalità senza perdere quella spontaneità che rappresenta uno degli elementi distintivi della cultura dell’accoglienza regionale. Il risultato è un’esperienza rilassata, adatta tanto al viaggiatore internazionale quanto al toscano che desidera ritrovare sapori riconoscibili costruiti su una materia prima di assoluta eccellenza.
Anche la carta dei vini segue la stessa logica produttiva. Le etichette sono quelle della tenuta Villa Petriolo: spumanti, bianchi, rosati, Chianti Docg, Chianti Riserva e rossi Igt ottenuti dai vigneti aziendali, offrendo un percorso enologico perfettamente coerente con la cucina e con il territorio circostante. Un sistema chiuso nel quale ogni elemento contribuisce a costruire una narrazione unica.
Golpaja offre 60 coperti interni, comodamente disposti e 40/50 esterni, quando fa molto caldo in una veranda climatizzata, mentre nelle serate migliori, c’è una bellissima terrazza disponibile. Golpaja rappresenta oggi una riflessione concreta sul futuro della ristorazione italiana. In un periodo in cui termini come sostenibilità, territorialità e filiera corta rischiano spesso di trasformarsi in slogan, Villa Petriolo dimostra come possano invece diventare struttura portante di un progetto gastronomico credibile.
Osteria di Golpaja
via di Petriolo 7, Cerreto Guidi FI
tel. 0571165 6184
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