Il Tirreno

Estate 2026
Tirreno blu

Summer a tavola, nell’area ristoro per gli artisti curiosità e scaramanzia: cosa mangiano i vip

di Irene Arquint
Nella foto (di Hit Gracci) il cuoco Giorgio Tomei, dell’omonimo ristorante di via degli Angeli a Lucca
Nella foto (di Hit Gracci) il cuoco Giorgio Tomei, dell’omonimo ristorante di via degli Angeli a Lucca

Il pollo croccante di John Legend prima del concerto, il giro pizza notturno degli americani Jamiroquai ha voluto la Margherita di Umberto

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È nota la scaramanzia nel mondo dello spettacolo dove i riti coinvolgono anche la tavola. Ad esempio John Legend mezz’ora prima di salire sul palco consuma pollo arrosto dalla carne succosa e pelle croccante, un’abitudine che non ha mancato di rispettare neppure per il concerto di domenica scorsa al Lucca Summer Festival dove l’accoglienza per artisti e ospiti di riguardo è tutta centrata su aziende del territorio. Nell’area ritagliata all’interno del Cortile degli Svizzeri, accessibile solo con un pass speciale, sono infatti schierati una decina fra ristoratori e produttori toscani. «Quest’anno abbiamo puntato ancora di più su realtà limitrofe o al massimo regionali – spiegano gli organizzatori – insistendo anche sulla realizzazione dei piatti in diretta. È infatti molto gradito osservare il cuoco che esegue la ricetta di fronte ai presenti, raccontandone procedimento e segreti». Uno show particolarmente apprezzato soprattutto dai tanti stranieri al seguito delle band, americani in primis che a fine serata non mancano di fare un giro pizza, né di assaggiare la rituale pasta aglio, olio e peperoncino che chiude i concerti del festival ideato da Mimmo D’Alessandro e Adolfo Galli nel 1998. E se Stefano Roberto Belisari, in arte Elio e le Storie Tese, in platea per Jamiroquai, si è rinfrescato con un calice di Rosato di Collemattoni da Montalcino addentando il Castarolo del Necciaio, Jamiroquai sabato post esibizione ha optato per la pizza Margherita di Umberto. L’offerta che l’organizzazione del Lucca Summer Festival cura con grande attenzione parla infatti di gusto toscano. Dicevamo appunto del Cassarolo: un primo piatto di recupero ispirato ai testaroli lunigianesi ma realizzato con necci venuti male che Giorgio Filippelli dalla Svizzera Pesciatina porta in giro per fiere ed eventi. E lo fa insieme ai tipici ciaccini di castagne e alle crisciolette che farcisce di aringa affumicata e ricotta oppure di cecina e melanzane al modo del livornese Cinque e Cinque. E dato che la Toscana parla anche il linguaggio del mare, accanto ai morsi freschi di ciliegie e cocomero di Ortofrutta Lucca Centro, l’area ristoro propone piccoli panini imbastiti dei Salumi di Mare che Mauro Pellegrini e il figlio Nikita tramandano di generazione in generazione conciando tonno, pesce spada, merluzzo e polpo al modo del maiale. E proprio come faceva il nonno imitando la gestualità dei contadini, Pellegrini si è inventato una sorta di trippa di mare che al posto del quinto quarto di bovino utilizza polpo e musciame, da assaporare su crostoni di cui David Byrne dei Talking Heads ha fatto il bis. Insomma: la tavola toscana è molto gradita ai personaggi che si aggirano dietro al palco del Lucca Summer Festival dove circolano senza sosta calici con le migliori etichette de: Gli Archi di Fauglia, i vermentini del Monticello di Sarzana, i rossi di Collemattoni da Montalcino, ma soprattutto vitigni locali con le migliori realtà di Lucca Biodinamica, le bollicine della Tenuta del Buonamico di Montecarlo, la vicina Villa Santo Stefano, la biologica Camiliano, mentre per la serata finale del 29 luglio con i Pooh dalla Garfagnana scenderà la birra Petrognola. A far sì che vengano assecondate le necessità dei cantanti, che cous cous ricchi di verdure mantengano la croccantezza e che tutto fili liscio c’è il cuoco Giorgio Tomei che, dismessi i panni di anfitrione per i palati delle celebrità, nel resto dell’anno si ritira insieme alla moglie Anna nel ristorante di via degli Angeli. Insieme a lui, a mostrare come si spadella, a serate alterne si prestano anche Dino dell’Osteria di Lammari e il cuoco della Locanda Buatino di Borgo Giannotti. E per finire in dolcezza? A viziare i palati ci pensano famosi budini del viareggino Galliano, preso d’assalto per le versioni in purezza al riso, replicate anche sotto forma di gelato. Quindi: un buon sigaro Toscano, e via, verso il prossimo concerto
 

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